EnelIl presidente dell’Akragas, Alessi, orgogliosamente dichiara: “Siamo l’unica squadra ad avere un marchio così importante”. Il marchio è quello dell’Enel, ufficialmente sponsor ufficiale della società agrigentina. L’accordo prevede che marchio e logo dell’ azienda elettrica compariranno sulle maglie della squadra neo promossa nell’Interregionale, sull’abbigliamento ufficiale dei tesserati, sulla cartellonistica all’Esseneto, sugli abbonamenti e sui biglietti d’ingresso allo stadio. “L’Akragas è una società – continua il presidente Alessi – che, per via dei trascorsi calcistici, ha molta notorietà e l’Enel ha accolto di buon grado la nostra richiesta”. Sui trascorsi ci sarebbe da obiettare perché altre squadre, non solo della Sicilia ma della stessa provincia di Agrigento, possono vantarne di migliori. Come il nostro Licata. L’Akragas non ha la storia dei gialloblu, non è stata in serie B, non ha avuto un allenatore come Zeman né calciatori del livello di Giacomarro, Taormina, Campanella, Modica, Maurizio Schillaci, Romano e La Rosa. Più che i trascorsi quindi, vale l’organizzazione societaria del presente, la voglia di calcio e di rivalsa calcistica della Città del Templi dopo i tanti bocconi amari inghiottiti per i successi proprio del Licata.
Di quel Licata che, in un momento di crisi del calcio regionale, teneva alto da solo il nome della Sicilia nel panorama nazionale. Riuscendo perfino ad affrontare (in trasferta)il Milan di Sacchi in Coppa Italia. Si era alla fine degli anni ottanta e al Dino Liotta si esibivano giocatori come Baggio, Junior, Signori, Maiellaro; scendevano squadre di grande tradizione come il Torino e il Genoa.
La triste realtà di oggi, con le due squadre impegnate nello stesso torneo, è che, mentre ad Agrigento si pensa in grande e si è costruita una rosa molto competitiva, a Licata si è dovuto fare la colletta per iscrivere la squadra al campionato, pena l’immediata radiazione; e non si intravedono ancora, a metà luglio, possibili spiragli in vista di assetti societari stabili e di investimenti sul mercato per allestire una compagine in grado di disputare un campionato almeno dignitoso.
All’Akragas abbiamo inferto sonore sconfitte, dentro e fuori casa. Quasi tutte le volte che le squadre di Dino-LiottaLicata e di Agrigento hanno militato nello stesso torneo. Ora, per la crisi che attanaglia il calcio gialloblu, la compagine agrigentina si presenta molto più forte e organizzata di quanto lo siamo noi. E sulla carta nelle condizioni di rivalersi alla grande nei nostri confronti.
È la storia che cambia, che si rovescia. Poteva succedere. Ed è successo. Né si possono vantare i ricordi. Nel calcio conta solo il presente. Se vinci, va tutto bene. E sei grande. Se perdi, sei nessuno. E le glorie passate non contano.
Detto questo, resta da vedere perché l’Enel ha scelto di essere sponsor dell’Akragas e chi, politicamente, ha indirizzato e incoraggiato la trattativa tra la società calcistica di Agrigento e l’azienda elettrica. Non basta dire che l’Enel da sempre mostra attenzione per i territori in cui sono presenti i suoi impianti. Sfidiamo a trovarne uno di territori che non abbia impianti dell’Enel. Va piuttosto rimarcata l’attenzione politica di cui gode l’Akragas e la disattenzione e l’indifferenza che invece circonda il Licata cui uno sponsor come l’Enel avrebbe certamente fatto comodo.
Entrambe le squadre disputeranno lo stesso torneo interregionale. Con la differenza che una ha probabilmente il sostegno di deputati e ministri e l’altra che pure li vota, e copiosamente, viene sfacciatamente ignorata. Nonostante il blasone.
(g.c.)