Il Presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi, interviene sull’utilizzo delle acque della Diga Gibbesi.

“Ho appreso, da articoli di stampa della vicina provincia di Caltanissetta, che un gruppo di consiglieri provinciali della stessa provincia, ha chiesto la convocazione di un consiglio provinciale urgente per discutere sull’utilizzo dell’Acqua della diga Gibbesi. Richiesta scaturita dalla notizia che finalmente la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento della realizzazione della progettazione per la canalizzazione dell’acqua fino alla Piana di Licata è in dirittura d’arrivo e che ciò, secondo i consiglieri provinciali nisseni, andrebbe a ledere gli interessi degli agricoltori di Delia, Sommatino, Riesi, Butera, Mazzarino e Gela, che ad oggi la stanno utilizzando. Mi corre l’obbligo – dichiara il Presidente D’Orsi- chiarire all’Amministrazione provinciale Nissena che la diga Gibbesi è stata progettata, appaltata e realizzata per servire la zona industriale della Piana di Licata, già all’inizio degli anni settanta e che, successivamente ne è stata mutata la destinazione ad uso agricolo. Ricordo, inoltre, che da anni Sindacati, Rappresentanze di Categoria, Associazioni ed Amministrazioni Comunali del comprensorio di  Licata si battono per arrivare alla definizione del progetto esecutivo. Ufficialmente, risulta che solo pochissime aziende agricole di Ravanusa e Campobello di Licata usufruiscono di quell’acqua, mentre ad oggi, gli agricoltori della Piana Licata non hanno ricevuto un solo litro di acqua pubblica per uso irriguo. Se qualcuno oggi sta utilizzando quell’acqua, in aggiunta alle aziende agricole regolarmente autorizzate, lo sta facendo in maniera illecita. Tutto ciò premesso – conclude D’Orsi – questa Amministrazione, nel condannare ogni forma di illegalità e rifuggendo da tentativi di avvio di “guerre fra poveri”, sollecita il Dipartimento Infrastrutture dell’Assessorato Regionale alle risorse Agricole e lo stesso Assessorato ad emettere prontamente il bando e contestualmente a non cedere a tentativi di utilizzo improprio che  che si vorrebbero oggi legittimare. Un territorio ad alto rischio di desertificazione conclamata, quale è quello della Piana di Licata non può ancora oltre essere mortificato nelle sue aspettative.”