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don gaetano M. (2)A distanza di poco più di un mese dal concedo di don Franco Giordano, si è insediato il nuovo arciprete di Palma di Montechiaro, don Gaetano Montana.

Il nuovo parroco della chiesa madre, accompagnato da un gruppo di fedeli della parrocchia di San Lorenzo di Monserrato da cui il sacerdote di Licata proviene, è stato accolto in piazza Provenzani, davanti il monastero delle benedettine, dai nuovi parrocchiani e dalle autorità civili e militari, tra cui il sindaco Pasquale Amato ed il maresciallo della stazione dei carabinieri Luigi Marletta. L’assemblea si poi spostata in corteo lungo la via Turati e, salendo l’imponente scalinata, ha raggiunto la chiesa madre.

A dare il saluto di benvenuto al neo arciprete sono stati il vicario foraneo don Luigi Lo Mascolo, che ha auspicato un lavoro comune del clero cittadino per la crescita morale e sociale di Palma; il sindaco Amato che ha ricordato il suo predecessore don Franco Giordano; e, a nome dalla comunità parrocchiale, l’accolito Nicola Capasso che ha auspicato di trovare in lui un pastore e un amico della comunità.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro che nella sua omelia ha smentito le voci circolate nelle settimane scorse circa i motivi che hanno portato alla sostituzione di don Franco Giordano, assicurando che il suo trasferimento è stato deciso esclusivamente per ragioni legate alla salute dell’ex arciprete. Montenegro ha anche condannato gli atti intimidatori subiti dal sindaco Amato.

Dopo la presa di possesso ufficiale della parrocchia avvenuta con la lettura del decreto vescovile, la sottoscrizione del mandato e della professione di fede e la cessione da parte del vescovo Montenegro del seggio presidenziale, Don Gaetano ha pronunciato un significativo discorso di insediamento nel quale ha risposto a coloro che si dovessero chiedere di quale colore fosse il nuovo parroco, spiegando che l’unico colore che lui conosca sia quello dei poveri e degli emarginati. In una comunità molto gelosa delle proprie tradizioni, il nuovo arciprete ha sostenuto che “anche se si è sempre fatto così, non è detto che non si possa cambiare”.