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A seguito dell’incendio del centro di raccolta della società Omnia S.r.l. di piano Bugiades a Licata, ieri sono stati resi noti i dati rilevati dall’Arpa, in aria, a 150 metri dal confine dello stabilimento e con le colonnine investite dal fumo al momento del campionamento. Va subito precisato che All’Arpa va tutto il nostro apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo. Questi dati, però, non sono sufficienti per una valutazione reale sull’impatto sanitario in quanto mancano i valori delle polveri sottili ed ultrasottili e quelle dei composti ad alta pericolosità che le stesse trasportano.
Certo, l’alta concentrazione di benzene e diossina potrebbe fare ipotizzare una presenza significativa di sostanze pericolose, ma ad oggi non abbiamo certezze.
L’ARPA, come riporta nella sua relazione, demanda agli Enti sanitari valutazioni superiori in ordine alla tutela della salute pubblica, né ha competenza in materia di campionamento ed analisi a fini sanitari delle sostanze ad elevata pericolosità. Per questo motivo ribadiamo la necessità che tutte le autorità, dal Prefetto, al Sindaco al Direttore Sanitario dell’ASP pretendano e/o mettano in campo un serio sistema di monitoraggio differenziato sul breve, medio e lungo periodo, calibrato sulla ricerca dei diversi fattori inquinanti, da effettuarsi su tutto il territorio comunale.
A tal fine chiediamo che i deputati regionali, di qualunque colore politico, si facciano promotori di un approfondimento in VI Commissione Sanità dell’ARS, al fine di tutelare la salute e l’economia dei cittadini di Licata e del territorio limitrofo.
A protezione della nostra economia non servono né allarmi ingiustificati, né sottovalutazioni, ma servono le certezze che può dare solo un approccio scientifico in grado di potere certificare la sicurezza sanitaria e la bontà dei nostri prodotti.

Il Segretario PD Licata – Enzo Sica

Il componente Assemblea nazionale PD – Massimo Ingiaimo