Battuta di arresto per la giunta Bonfanti nell’importante seduta consiliare di venerdì con punti all’ordine del giorno approvazione del regolamento e aumento delle aliquote IMU.

Il regolamento, infatti, non è passato avendo ricevuto sette voti favorevoli e sette contrari, mentre la proposta di aumento dell’aliquota IMU, dal 4% al 6% per la prima casa e dal 7,6% al 9% per la seconda abitazione, è stata alla fine ritirata dall’amministrazione sia per sopravvenuti fatti illustrati dal ragioniere capo Rosario Zarbo, che dovrebbero portare ad ulteriori aumenti, sia per il rischio che anche questo punto fosse bocciato dal consiglio.

L’assessore Vinciguerra, all’inizio della seduta, ha segnalato il fatto che altri comuni stiano incontrando delle difficoltà anche maggiori di quelle di Palma, a causa delle scelte del governo Monti. La giunta, ha spiegato Vinciguerra, ritiene necessario aumentare l’aliquota IMU per non mandare il comune al dissesto finanziario e garantire quei servizi che sono stati tagliati lo scorso anno e ha fatto un appello all’unità. Quest’ultimo è stato respinto dal consigliere Alotto in quanto “l’amministrazione Bonfanti non opera nell’interesse della comunità, non avendo fatto tutto il necessario per evitare l’aumento”. In particolare, Alotto ha fatto riferimento alla mancata approvazione del regolamento sulle aree edificabili, che avrebbe portato nelle casse del comune alcune centinaia di migliaia di euro. Il consigliere Manganello, invece, dopo aver sottolineato le mancanze e i ritardi della Giunta, ha proposto che, se non si possono evitare gli aumenti, siano riformulate le aliquote aumentando di mezzo punto quella sulla seconda casa e riducendo di un punto l’aliquota sulla prima. Intervenuti nel dibattito anche il consigliere Pace, che ritiene che “prima di caricare sui cittadini i problemi finanziari dell’ente, dovrebbero essere tagliate altre spese quali gettone di presenza, indennità e premi per i capi settore”, e il consigliere Bruna che ritiene necessaria una caccia agli evasori.