HPIM3852L’onorevole Marinello, ha presentato un’interrogazione ai Ministri degli Affari Esteri, delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per fare luce sulla triste vicenda che nei giorni scorsi ha avuto per protagonisti gli equipaggi dei motopesca siciliani “Principessa Prima” di Licata e “Madonnina” di Scoglitti. Sulla base della ricostruzione dei fatti riportata dal Comandante del peschereccio licatese Salvatore Saporito, l’onorevole Marinello, dopo aver ricostruito l’intera vicenda, ha chiesto di conoscere dai rappresentanti del Governo Nazionale:

se siano state verificate e quali risultino essere le posizioni (in mare) dei motopescherecci “Principessa Prima” e “Madonnina” al momento del fermo ed al momento del successivo abbordaggio da parte della autorità militari maltesi;

se il trattamento riservato ai capi barca dei motopescherecci italiani corrispondano alle modalità con cui vengono generalmente trattati gli equipaggi ed i comandanti delle imbarcazioni che si imbattono in circostanze analoghe a quelle del caso descritto;

quali siano le iniziative diplomatiche che il Governo intende intraprendere al fine di ottenere i chiarimenti in merito dalle autorità maltesi e di impedire che in futuro equipaggi italiani possano subire analogo trattamento;

HPIM3854quali siano le condizioni che regolano lo sfruttamento delle risorse ittiche nelle acque di gestione pesca maltese in cui si è verificato il fermo del motopeschereccio “Principessa Prima”

se non si ritenga necessario affrontare la questione delle risorse ittiche nel Mediterraneo attraverso una opportuna politica in sede U.E. tenendo conto del rapporto tra Stati aderenti ed i paesi frontalieri”.

Come è noto, dopo il processo tenutosi a La Valletta il 2 agosto scorso, in occasione del quale i pescatori licatesi sono stati assistiti anche dal vice sindaco Angelo Cambiano e dall’assessore alla pesca, Carmelo Sambito, appositamente inviati sul posto dal sindaco, il motopesca Principessa Prima è stato condannato ad una multa di 20.000 euro, e soltanto dopo l’avvenuto pagamento, è stato rilasciato per poter fare ritorno a  casa.