Che fine ha fatto il palazzetto dello sport Nicolò Fragapane? La procedura che avrebbe dovuto portare alla riapertura dell’impianto sembra essersi arenata e sull’intera vicenda è calato il silenzio. Rotto però dalle associazioni sportive che da due anni continuano a chiederne la riapertura. “Proporrei una bella manifestazione per la riapertura del palazzetto, con televisioni a seguito, dove invitare tutte le associazioni sportive di Licata, e sono tante, e tutti i bambini e giovani che ne fanno parte – le parole di Roberta D’Addeo dell’associazione Halikada – per fare capire che lo sport è l’unica linfa vitale rimasta a questo paese. E se ai pochi rimasti viene levata la propria casa dove poter coltivare le proprie passioni, è paragonabile ad un genocidio, quindi per restare sull’argomento che bisogna salvare le vite umane, è arrivato il momento che Licata si rimbocchi le maniche e capisca che la solidarietà verso le problematiche del paese, può cambiare le sorti di tutti noi”. Come noto, ormai da due anni Guidotto Licata, Studentesca Licata, Piccole Stelle, Halikada e Limpiados volley non possono fruire dell’impianto di via Egitto chiuso dal Comune per problemi di natura strutturale e per presunti malfunzionamenti dell’impianto elettrico. Una via crucis passata tra uffici comunali e regionali che però finora non ha portato al risultato sperato. A prendere posizione è anche l’ex assessore ai Lavori Pubblici Antonio Pira che dice la sua sull’iter. “Avevo dato disposizione agli uffici di farmi un computo estimativo degli interventi necessari per la normale fruizione della struttura. La mia disposizione aveva il fine di fare un bando pubblico, nel quale la società che si fosse aggiudicata la struttura si sarebbe impegnata alla realizzazione di tali interventi e le somme spese andassero a scomputo dell’affitto che la società avrebbe dovuto versare al comune, in cambio degli interventi realizzati. Fatto tutto ciò, mettevo il tutto all’attenzione del Sindaco. Da quel momento purtroppo – afferma Pira – tutto entrava nella totale discrezione del sindaco e da lì si perdeva nel pozzo dei sogni. Non serve scendere in piazza, basta chiedere pubblicamente al sindaco il perché non ha dato seguito a quanto già esposto, carte alla mano”.