accursio vinti 1“Il Dripping e l’architettura contemporanea”. E’ questo il titolo della mostra di pittura che sarà inaugurata domani a partire dalle 17,00 al Palazzo Ducale di Palma di Montechiaro. Ad essere esposte saranno una quarantina di opere dell’artista Accursio Vinti che dal 1976 dipinge con la tecnica del dripping , elaborata nella sua forma più tipica alla fine degli anni quaranta da Jackson Pollock. Essa si caratterizza per l’uso del colore, non olio ma smalto opaco o vernici industriali, che viene lasciato sgocciolare da un contenitore bucherellato sulla tela distesa per terra  o schizzato direttamente con le mani mediante l’uso di bastoni o pennelli.

Prima dell’inaugurazione della mostra, curata da Vincenzo Vitello e organizzata con la collaborazione dell’Ordine degli architetti di Agrigento, la locale sezione dell’Archeoclub e dal Comune di Palma di Montechiaro, si svolgerà un incontro dibattito sul tema: “Il dripping e l’architettura contemporanea – conversazioni in parola sull’uso dell’informe compiuto”. Interverranno il sindaco di Palma di Montechiaro, Pasquale Amato, il presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, Massimiliano Trapani, il presidente dell’Archeoclub di Palma, Piero Fiaccabrino, il critico d’arte Gaspare Agnello, lo stesso artista, noto anche come architetto e urbanista, e il vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti, Rino La Mendola. Al termine del dibattito, condotto da Giuseppe Mazzotta, il pubblico sarà intrattenuto con i cantanti lirici Salvatore Salvaggio e Makie Nomoto.

Daccursio vinti 3opo di che  sarà inaugurata la mostra che potrà essere visitata fino al 22 giugno negli orari di apertura della biblioteca Falcone e in occasione dei numerosi eventi che avranno luogo a Palma nelle prossime settimane

Per me – ha confessato l’artista –  il dripping, è stata una rivelazione da ragazzo. E’ stata l’arte a trovarmi, ed io naturalmente l’ho accolta a braccia aperte. Dopo la laurea d’improvviso smisi di dipingere. Poi un giorno inaspettatamente composi su una tela e riprovai l’emozione di tanti anni prima con gestualità assolutamente involontarie, “danzai” attorno al quadro, in stato di trance. Non mi sono più ripreso “.