L’assessore regionale Venturi sbatte la porta e lancia accuse pesanti all’indirizzo di Lombardo: “Favorisce affaristi e mafiosi per tornaconto elettorale” dice in un’intervista all’Espresso. Il Governatore replica: “Non posso che querelarlo per le calunnie e le falsità… Il governo che ho presieduto ha seguito l’unica strada dell’interesse superiore del popolo siciliano ”. Si chiude, a un mese dalle elezioni, un rapporto negli ultimi tempi conflittuale. La goccia che per l’assessore ha fatto traboccare il vaso, costringendolo a inviare le carte ai magistrati, è stata la nomina di Francesco Nicosia ai vertici delle Attività produttive: disposta da Lombardo ieri e giudicata un “colpo di mano” del Governatore in violazione della norma blocca nomine votata dall’Ars proprio per limitarne i poteri fino alle elezioni. Venturi è assessore tecnico dell’area Lumia, quindi in quota Pd. Quel Pd che difficilmente si scrollerà di dosso il sostegno politico al governo Lombardo. Di cui forse ci siamo liberati. Ma ci sarà difficile liberarci del solido sistema di potere che ha saputo creare in Sicilia. Di gente vicina al Governatore ne circola in quantità nell’amministrazione della Regione, nella Sanità, nei centri di potere dell’Isola, nei comuni e in tutte le istituzioni periferiche. A Licata molti sono i personaggi a lui vicini. Forse non tutti uniti, ma ugualmente rappresentano una notevole forza politica ed elettorale con cui fare i conti. Lombardo non è più governatore ma continua a essere il vero dominus della politica regionale e il suo movimento sarà decisivo per la formazione del nuovo governo siciliano se saranno confermate dalle urne le previsioni di un presidente eletto senza maggioranza. Le dichiarazioni di Venturi, le sue dimissioni, denunciano un malessere politico all’interno della giunta già emerso con il caso di Andrea Vecchio, ma arrivano tardi e non assolvono certo il Pd dalle responsabilità politiche di questi anni in ambito regionale.

(g.c.)