“Pesca sostenibile, contrasto alla pesca illegale, sostegno al reddito, occupazione e tutela ambientale. Sono queste le linee guida della nuova politica comune della pesca che entrerà in vigore nel 2013 – tracciate dalla Commissione Europea e all’esame del Parlamento Europeo – volta a rendere il comparto ittico – in particolare quello siciliano – più dinamico e competitivo nel conseguire l’obiettivo di rafforzare e meglio equipaggiare le marinerie europee per promuovere una pesca sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale”. Lo afferma l’On. Salvatore Iacolino, europarlamentare e candidato all’Assemblea Regionale Siciliana che ha predisposto appositi emendamenti a sostegno delle marinerie siciliane, in particolare quelle di Mazara del Vallo, Sciacca, Porticello “Santa Flavia” e Licata, che per la loro identità e peculiarità stanno soffrendo, più delle altre, le problematiche che affliggono il settore. “La grave crisi che investe la marineria siciliana (la più grande del Mediterraneo) costretta alla quasi totale inattività per via delle attuali limitazioni nazionali ed europee – fermo biologico, quote, misura delle maglie delle reti – nonché del caro carburante e della concorrenza dei mercati esteri – continua Iacolino – impongono provvedimenti urgenti per rilanciare la pesca siciliana e mediterranea. “Con la revisione della Politica Comune della Pesca, le Istituzioni europee stanno cercando di conciliare sostenibilità ambientale e redditività per gli operatori del settore. Chiederemo che il nuovo Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (6,5 mld di euro per il periodo 2014/2020) mantenga alcuni strumenti di sostegno esistenti – aiuti alle demolizioni, sostegno all’arresto definitivo dell’attività, al rinnovo e all’ammodernamento della flotta – e che preveda nuove misure per tutelare il comparto, attraverso il finanziamento dei blocchi temporanei e di fondi di mutalizzazione per indennizzare le perdite imputabili a fattori esterni”. “La nuova programmazione comunitaria della pesca – dovrà tenere, inoltre, nelle giuste considerazioni le necessità, i bisogni e le peculiarità della pesca del Mediterraneo per garantire la sostenibilità ambientale, favorire la riproduzione della fauna marina e sostenere con tempestive misure di supporto economico i pescatori colpiti dal fermo biologico, aiutandoli a diversificare o a riconvertire la loro attività. “Il nuovo Governo regionale – conclude Iacolino – dovrà essere interlocutore diretto con le Istituzioni nazionali ed europee per supportare le esigenze dei pescatori e favorire attraverso una programmazione seria e condivisa la ripresa di tutto il comparto pesca siciliano. Al contempo, la Regione siciliana dovrà utilizzare in maniera ottimale e appropriata i fondi comunitari tenuto conto dell’ulteriore fallimento del Governo Lombardo certificato dal mancato utilizzo di circa 8 milioni di euro destinati al settore che avrebbero potuto dare una boccata d’ossigeno ad un comparto, come quello siciliano, in preoccupante difficoltà”.