Grandangolo Agrigento, con un pezzo pubblicato nella giornata odierna, spiega come “La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha avanzato quattro richieste di condanna e altrettante di assoluzione nei confronti degli otto imputati coinvolti nell’inchiesta “Assedio-Halycon”, l’operazione dei carabinieri del Ros che fece luce sulla mafia di Licata e sugli intrecci “pericolosi” con politica, imprenditoria e massoneria. Il pm Claudio Camilleri ha proposto 12 anni di reclusione per Vincenzo Bellavia e per i fratelli Gabriele e Vincenzo Spiteri. I tre sono accusati di aver fatto parte della locale cosca guidata dal boss Angelo Occhipinti. Il pubblico ministero ha altresì invocato la condanna a quattro anni di reclusione nei confronti di Antonino Cusumano, accusato di favoreggiamento aggravato per aver permesso lo svolgimento di diversi incontri tra gli associati”.
Il giornale diretto da Franco Castaldo prosegue spiegando quindi che “Quattro, invece, le richieste di assoluzione: si tratta di Antonino Massaro, elettrauto accusato di aver rivelato la presenza di microspie nell’auto di un affiliato; Alberto Riccobene, palmese accusato di aver mentito ai carabinieri durante un interrogatorio; Angelo Bellavia, padre di Vincenzo, anche lui originariamente accusato di mafia; Salvatore Patriarca, imprenditore ragusano che si era aggiudicato l’appalto per le demolizioni delle case abusive a Licata”.







