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201302131732-800-beppe-grilloGli ebrei italiani si trasferiscono in Israele perché temono Grillo e il suo movimento? Non è proprio così. Ma qualcosa di vero c’è. In realtà quanto dichiarato e poi in parte smentito dal presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici al quotidiano israeliano Haaretz esprime un pensiero più ampio e profondo sull’odio per gli immigrati e per la xenofobia che stanno cambiando la “natura ebraico-cristiana” dell’Europa. Ma di Grillo dice che è “più pericoloso dei fascisti perché non ha una piattaforma chiara; non sappiamo quali sono i suoi limiti.” Del suo movimento, aggiunge, fanno parte “estremisti sia di destra che di sinistra – fascisti e radicali – e sono tutti contro le istituzioni, contro la democrazia”. Pacifici lascia intendere di essere potenzialmente preoccupato, come gran parte degli ebrei della diaspora, non di quello che si conosce del M5S e del pensiero del suo leader, ma di quello che non si conosce. “Siamo vigili – dice – di fronte ai molteplici commenti che si leggono sui post del suo blog… Commenti spesso ostili nei confronti degli ebrei e di Israele”. Grillo ha replicato che, di fronte a questi insulti gratuiti riferiti al M5S, è “pronto a un incontro per la conoscenza reciproca”. Insomma, non siamo certo agli ultimi giorni della Repubblica di Weimar. Ma è un fatto, per nulla casuale, che 150 ebrei romani si sono trasferiti negli ultimi mesi in Israele.

Gaetano Cellura