Ricordare, ovvero riandare col cuore è significativo, ma con l’ausilio della voce, alle volte lo è ancor di più. Torna a dimostrarcelo nella Giornata della Memoria il Cuntastorie Mel vizzi che ha colto l’invito dell’Assessorato alla P.I del Comune di Ragusa, dove in un evento promosso dall’Associazione “gli ultimi cantastorie” ha esposto accompagnato dal musicista Angelo Marino, “U cuntu du nazzista e da picciliddra ebbrèa” ispirato al romanzo della Prof. ssa Laura Pintacrona, “La lunga notte di Hans” che tratta l’Olocausto attraverso una storia molto particolare in cui non tutto è come sembra. L’opera tra canto e cuntu in due diversi Istituti Scolastici: il “M. Schininà e il “Vann’Antò” ha avuto un notevole coinvolgimento degli studenti. Pertanto il Cuntastorie è stato invitato a replicare ancora in altre scuole che ne hanno fatto richiesta. Nuovo appuntamento il 3 Febbraio prossimo.
Abbiamo voluto chiedere al Cuntastorie Mel Vizzi, in quale parte del cuntu si è più soffermato e perché. “Nella parte in cui il protagonista Hans, un soldato buono decide di sacrificare la sua vita per salvare quella dell’altra protagonista, una bambina ebrea Amelie, e con lei tanti altri deportati nel campo di concentramento dove egli prestava servizio. -aggiunge il Cuntastorie- Perché ha dimostrato che quando l’umanità prende il sopravvento non importa più che divisa si indossa e a quale nazione si appartiene. L’umanità e l’amore universale -conclude Mel Vizzi – diventano la priorità al di sopra del valore della propria stessa vita.”

Salvatore Cucinotta