La Consigliera comunale Carmelinda Callea ha preso parte in rappresentanza del Comune di Licata, su delega del Sindaco Angelo Balsamo, al Gemellaggio con la città belga di Fleurus alla vigilia di Pasqua. “C’è una grande comunità licatese che mi ha accolta a braccia aperte” il commento di Carmelinda Callea.

Ecco il discorso pronunciato da Carmelinda Callea durante la cerimonia.

“Sono orgogliosa e, al tempo stesso, profondamente emozionata e onorata di rappresentare la mia città, Licata, in questa importante manifestazione che segna il consolidamento e la conclusione dell’iter procedurale del gemellaggio tra la città di Fleurus e la città di Licata.

Porto con me il saluto del Sindaco e di tutta la comunità licatese, un saluto che nasce dal cuore e che oggi si carica di un significato speciale: quello di un abbraccio ideale che unisce due comunità, due storie, due identità.

Questo gemellaggio non è soltanto un atto formale: è un incontro tra anime, un ponte costruito con la memoria, con le tradizioni, con i valori che ci definiscono. Licata, con la sua storia millenaria, affonda le sue radici nell’antica Finziade, fondata nel 282 a.C. dal tiranno Finzia, figura che ha segnato le origini della nostra città e ne ha tracciato il primo volto. Da allora, la nostra comunità ha attraversato secoli di storia, portando con sé il profumo del mare e la forza della sua terra, sempre pronta a condividere, ad accogliere e a crescere nel confronto con gli altri.

Ma c’è qualcosa che rende questo legame ancora più profondo e autentico. Nella regione che ospita Fleur vivono tanti nostri concittadini, persone che hanno lasciato Licata portando con sé ricordi, affetti, tradizioni. Donne e uomini che hanno costruito qui una nuova vita senza mai spezzare il filo invisibile che li lega alla loro terra d’origine.

A loro va oggi il nostro pensiero più commosso. Perché chi parte non smette mai davvero di appartenere alla propria terra. E Licata non ha dimenticato e non dimentica i suoi figli: li custodisce nella memoria collettiva, li riconosce in ogni storia, in ogni sacrificio, in ogni successo costruito lontano da casa.

Questo gemellaggio è anche per loro. È il segno concreto che le distanze possono trasformarsi in vicinanza, che le radici possono continuare a vivere anche altrove, e che i legami veri resistono al tempo e allo spazio.

E oggi, alla vigilia della Pasqua, questo momento assume un significato ancora più profondo. È il tempo della rinascita, della speranza, della pace. È il tempo in cui i valori della fratellanza tra i popoli, della solidarietà e del dialogo diventano ancora più forti e necessari. In questo spirito, il nostro incontro si inserisce come un segno concreto di unità e di amicizia tra le nostre comunità.

Crediamo profondamente nel valore dello scambio culturale: nelle tradizioni che si raccontano, nei sapori che si condividono, nelle feste che diventano occasione di incontro. È attraverso queste esperienze che impariamo a conoscerci davvero, a riconoscerci, a sentirci meno lontani.

E insieme alla cultura, anche la collaborazione economica e commerciale può diventare un terreno fertile per costruire opportunità, per valorizzare i nostri territori e per offrire nuove prospettive alle future generazioni.

Il nostro auspicio è che questo non sia un punto di arrivo, ma un inizio: l’inizio di un cammino fatto di relazioni sincere, di progetti condivisi, di amicizia vera.

Oggi non celebriamo solo un gemellaggio. Celebriamo un legame umano.

E i legami umani, quelli autentici, sono i più forti di tutti”.