“Ok alla riapertura e alla fase 2 ma non possiamo vestirci da pubblici ufficiali per far rispettare le regole agli avventori dei nostri locali all’esterno delle nostre attività”. E’ questo il comune sentire di gestori di bar, pub e altri locali pubblici a meno di una settimana dall’avvio dalle fase 2. Si iniziano pertanto a palesare i primi limiti di un sistema che, di fondo, dovrebbe reggersi in particolar modo sul buonsenso dei clienti di bar e pub. “Da parte nostra – ci fanno sapere alcuni dei titolari – c’è il massimo impegno per far rispettare le regole ai nostri clienti. Abbiamo adottato le misure necessarie riducendo il numero di tavoli e posti a sedere per garantire la distanza interpersonale. Ma, una volta fuori dai nostri locali, la nostra competenza finisce lì e non possiamo di certo rincorrere la gente, imporre l’utilizzo della mascherina o che non si creino assembramenti. Però il controsenso è che siamo anche noi a rischiare multe e sanzioni amministrative”. Il pensiero corre giocoforza al weekend che entra nel vivo oggi. Nelle serate di sabato e domenica, con i locali aperti, sarà infatti pressochè impossibile garantire il distanziamento sociale all’esterno dei luoghi della movida licatese. Da lì l’appello lanciato alle Istituzioni. “I controlli non possiamo farli noi – continuano i gestori – primo perché non ne abbiamo l’autorità e poi perché significherebbe sacrificarci per stare dietro ai nostri clienti indisciplinati. Ecco perché chiediamo, soprattutto nelle serate del fine settimana, un controllo del territorio maggiore da parte delle forze dell’ordine”. Per ovviare alla stragrande maggioranza dei problemi, molti titolari di bar stanno pensando anche all’orario ridotto nelle serate del fine settimana. Aprire magari fino a metà serata e poi chiudere al pubblico quando il numero di cliente sale. Come detto in apertura di servizio, sono i limiti di un sistema che si basa sulla responsabilizzazione del cliente. Ma le scene già viste a Padova o Palermo nei giorni scorsi non autorizzano di certo a pensieri positivi. Nella maggior parte dei casi, questa riapertura è stata erroneamente letta come una sorta di libera tutti. Ma così non è e i numeri del contagio senza precauzioni sono destinati a salire nuovamente. L’appello degli esercenti è pertanto lanciato in primis alle forze dell’ordine. Un maggiore pattugliamento del territorio durante le ore serali viene infatti visto come il miglior deterrente possibile alla formazione di assembramenti o al mancato rispetto delle regole contenuto nell’ultimo Dpcm.