Quando si pensa di voler entrare nel mondo del trading si è abbastanza consapevoli del fatto che bisogna essere preparati: sia dal punto di vista dello studio che riguardo ai possibili rischi cui viene sottoposto il proprio capitale.

Per il resto bisogna lavorare sodo e si cerca di tenersi stretti i profitti, qualora arrivassero.

Nell’investire il denaro per aumentare il proprio reddito, bisogna tenere a mente alcuni fattori. Per esempio: investire costa. In termini di emotività, di energie, di tempo e di rischi (come detto sopra).

Dunque se è chiaro che questi fattori possono intaccare il capitale e i profitti non bisogna dimenticare qualcos’altro che può essere sottovalutato. Il costo di tasse e commissioni.

Tutto ciò va sommato, ognuno deve fare bene i conti e capire quali sono le spese. L’obiettivo rimane sicuramente quello di tenere in tasca i propri soldi e quindi le spese basse.

Bisogna innanzitutto chiedersi se è conveniente il costo del trading online che si effettua attraverso la piattaforma prescelta.

Poi sarebbe opportuno cercare di capire come evitare che i costi, sommati ai rischi riducano eccessivamente i profitti.

Una panoramica

Qualsiasi tipo di investimento prevede un qualche tipo di commissione. Questo è uno dei modi in cui le banche e tutti quelli che lavorano nel settore possono guadagnare dagli investitori.

Facendo pagare qualche tassa, gli attori coinvolti possono continuare a far funzionare e offrire i loro servizi.

Il più semplice tra gli strumenti, nel campo dell’investimento, per essere strutturato e offerto si regge su qualche forma di tassa richiesta per il servizio.

Anche sui più banali conti di risparmio, per esempio, viene addebitata una tassa per fare in modo che si mantenga un saldo minimo. Probabilmente si pagherà ulteriormente per effettuare più di un prelievo in un certo arco di tempo.

In ogni caso non c’è niente di sconvolgente nel principio per cui è previsto l’addebito di una imposta, questo discorso è abbastanza coerente a vari livelli.

Si paga per tenere “attivi” e gestire conti oppure quando si ha la necessità di spostare il denaro. Il problema sorge nel caso in cui si percepisce di pagare troppo denaro rispetto a quello che si investe o ai profitti che se ne ricavano.

Le spese più comuni

La commissione per il servizio di intermediazione è un esempio di spesa che viene addebitata da diverse società per i servizi finanziari.

Tra queste società, non ci sono solo quelle di intermediazione, anche le agenzie immobiliari e le più grandi istituzioni del settore finanziario. Questo tipo di commissione viene, in genere, addebitata con cadenza annuale, in modo da mantenere attivi i conti degli utenti.

Si può pagare per qualsiasi tipo di ricerca e/o per le sottoscrizioni.

Ci si può trovare a pagare anche per accedere alle piattaforme che supportano le operazioni di investimento.

Esiste il caso in cui si sceglie di tenere il proprio conto “dormiente” ma anche per questo servizio si potrebbe incorrere in alcune spese.

In ogni caso, le commissioni per i servizi di intermediazione possono essere calcolate in base alla percentuale del saldo di un conto dell’utente o può essere prevista una commissione che non varia, rimane fissa.

La spesa che i broker e le società di consulenza addebitano agli utenti è dovuta all’utilizzo dei loro servizi. Queste spese possono essere riconosciute sotto la voce “commissioni di negoziazione”.

Di solito si paga per qualsiasi tipo di consulenza in materia di investimenti o per eseguire ordini di vendita e ordini di acquisto di titoli: in questo discorso sono comprese tanto le azioni quanto le materie prime. Ma anche le opzioni e i fondi negoziati in borsa.

Le commissioni, quindi, possono essere pagate per i servizi di gestione, di consulenza, di negoziazione, etc. Queste, naturalmente, vengono addebitate dalle società che gestiscono i fondi d’investimento che devono essere ricompensate per la loro competenza.

Dunque, considerando che le spese da affrontare possono variare in base alla società cui ci si rivolge, è fondamentale verificare i termini indicati dal broker prima di decidere di utilizzare quel tipo di servizi per quel genere di spesa.