Girgenti-Acque-1I signori dell’acqua sono più forti di 2 milioni di cittadini che con il referendum di due anni fa si sono pronunciati contro la sua gestione affidata ai privati. In Sicilia il 97 per cento dei partecipanti si è detto contrario alla privatizzazione dell’oro blu. Quel referendum è come se non si fosse mai svolto. Ignorato dai governi Berlusconi e Monti e, nell’Isola, dai governi Lombardo e Crocetta.

Cosa è successo? Si sono create delle lobby attorno all’acqua, è troppo debole la politica per far pesare la volontà dei cittadini, o peggio c’è una commistione tra pubblico e privato, tra la politica e i soci di maggioranza degli enti gestori del prezioso liquido?

Partiamo dall’inizio  di questo sgradevole romanzo. E cioè dal 2004, da quando il governo Cuffaro decide di privatizzare il settore e di eliminare quasi per intero l’Eas, l’ente pubblico che lo gestiva. Perché quasi per intero? Per il fatto che nelle province in cui la privatizzazione non è arrivata, è sempre l’Eas che gestisce il servizio. Con un buco di 500 milioni. Per cui il doppio risultato negativo raggiunto è stato di aver visto in questi nove anni aumentare i debiti per le casse regionali e di avere più elevate tariffe per i cittadini laddove sono Girgenti Acque, Caltacqua, Sai8 gli enti che erogano  l’acqua.

Al riguardo Legambiente fornisce alcuni dati. In Sicilia il costo dell’acqua è di 297 euro annui a famiglia. Rispetto ai 200 della Calabria, ai 205 della Lombardia, ai 211 dell’Abruzzo, ai 167 del Trentino. Il quotidiano la Repubblica scrive che l’acqua di Girgenti Acque, la società che rifornisce 423 comuni della nostra provincia, è la “più cara d’Italia: secondo i dati di dell’Osservatorio Prezzi&Tariffe di Cittadinanzattiva, per 192 metri cubi (consumo medio di una famiglia di tre persone) gli agrigentini pagano 419 euro. Quattro volte di più rispetto a Milano”. E a questo deve aggiungersi lo stato delle reti idriche – danneggiate, fatiscenti, bisognose di riparazioni che non sempre vengono effettuate. Quando si vedono recapitate le bollette i cittadini vanno su tutte le furie. Per le tariffe elevatissime, per il calcolo del consumo che spesso non risulta corretto, e anche  per la qualità del liquido. Legambiente, Forum dell’acqua e diversi sindaci della Sicilia, di fronte alle proteste dei cittadini, sembrano ora orientati a farsi valere. A chiedere la “ripubblicizzazione” del servizio idrico e il rispetto della volontà dei cittadini espressa attraverso il referendum.