Problema depurazione nell’ambito di Agrigento, il Coordinamento Titano scrive ai deputati regionali Pullara e La Rocca Ruvolo.

Preg.mi Onorevoli,
come è a Voi noto, la questione della depurazione in Sicilia è diventata di livello emergenziale perché molto onerosa per le casse regionali e non solo, perché compromette ogni giorno di più l’Ambiente e la salute dei cittadini. Giusto per rammentarlo, al momento abbiamo presente l’ultima multa della Unione Europea paria 63 milioni di euro che cresce di 346 mila euro per ogni giorno di ritardo. Avevamo, dato non aggiornato, oltre 93 impianti di depurazione fuori dalla direttiva 271/91, che ci ha messo in stato di infrazione e procurandoci sanzioni milionarie su sanzioni. Allo stato attuale abbiamo progetti cantierabili per 300 milioni sui 900 stanziati. La Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva Commissariato la Sicilia con l’ex assessore all’Energia Vania Contraffato per la realizzazioni degli impianti che mancavano e per la realizzazione dei progetti di completamento di quelli esistenti. Con un D.P.C.M. il 26/4/2017 un ulteriore Commissariamento che ha visto la nomina di Enrico Rolle, quale Commissario Unico Straordinario che sostituisce la Contraffatto. Va detto che la delibera Cipe n° 60 del 2012 aveva incominciato a finanziare i primi 36 interventi per un valore di 634 milioni, anche se lo stanziamento totale di detta delibera era di 1643 milioni di euro. La realtà vera è che per tutti questi ritardi dovuti a chi ha gestito il servizio idrico negli ultimi 10 anni in Sicilia, il conto verrà presentato allo Stato, alla Regione ed ai Comuni dove insistono gli impianti. Le istruttorie in corso da parte della Unione Europea non sappiamo bene se sono tre, quattro o quante altre ed il costo in ulteriori sanzioni rischia di diventare esorbitante. Ciò detto, questo Coordinamento, chiede ai deputati in indirizzo di voler fare attivare presso l’Assessorato all’Energia una unità ispettiva che chiarisca bene e definitivamente quale è lo stato degli Impianti di Depurazione dell’Ambito, quali le mancanze, quali le deficienze, quali i punti che debbono essere aggrediti e risolti per uscire dallo stato di infrazione. Inoltre la chiarezza si rende ancora più urgente e necessaria in quanto ci è capitato, con il Depuratore di Licata, che pur essendo oggetto di sequestro da parte della Procura della Repubblica, per una serie di mancanze, lo stesso non risultava essere incluso, a livello regionale tra gli impianti che avrebbero beneficiato dei fondi da Delibera Cipe n° 60 perché in teoria non aveva anomalie da risolvere e ne siamo venuti a conoscenza il 23 ottobre del 2015 in un incontro avuto con Tecnici dell’Assessorato all’Energia. Noi vorremmo che le ispezioni da parte di tecnici esperti dell’assessorato, in ognuno degli impianti dell’Ambito, fugassero dubbi o pericoli da possibili future sanzioni da parte dell’Unione Europea. Oltre che a ragioni economiche la richiesta è motivata dal fatto che una eventuale anomalia di un Depuratore, normalmente, compromette l’Ambiente e mette a rischio falde acquifere, corsi d’acqua e corpo recettore, oltre che la salute dei cittadini. Grati per il cortese riscontro ci è gradito porgere cordiali saluti.

Il Coordinamento Titano – Gaetano Milioto