gianroberto-casaleggio-marketing-virale-770x477Dice cosa lo ha spinto a interessarsi di politica: “l’indignazione per lo stato del Paese e la convinzione che un cambiamento era possibile attraverso la Rete”. Una visione lucida, profetica del futuro: nonostante l’attacco mediatico senza precedenti cui è stato sottoposto il 5 Stelle, “sono convinto – sostiene – che i movimenti prevarranno sui partiti”. E anche se è vero che il capitalismo non è morto con Internet, “in Rete le idee hanno un valore superiore al denaro”. Volete la prova? Il Movimento5Stelle. Attraverso il blog e il Movimento “siamo riusciti a dare voce agli emarginati e a chi era in difficoltà”.

Parla a ruota libera Gianroberto Casaleggio. Lo fa con un’intervista concessa al Corriere della Sera. La Rete, il movimento politico fondato con Beppe Grillo, le difficoltà iniziali dovute all’inesperienza, un progetto di cambiamento generale delle regole della democrazia e della Costituzione che, in quanto nato nel web, “deve avere un respiro più ampio che non la sola soluzione di problemi contingenti”. Tradotto vuol dire: istituzioni e società vanno ripensate nel medio termine, il cittadino stesso deve diventare istituzione, web e realtà sono destinati a fondersi. E quanto ai cittadini che ancora non vi hanno accesso e ne ignorano il meccanismo, si può ovviare con gli incontri nelle piazze.

Parla da leader vero il guru del M5S. Ma immagina una politica senza leadership. Concetto quest’ultimo contrario alla democrazia diretta, sul modello Occupy Wall Street, “che ha coniato il neologismo leaderless, senza leader. La democrazia diretta muta la natura del parlamento. E senza la Rete non sarebbe stata possibile. Forse è più profeta che leader politico Casaleggio. Forse la sua è più utopia che realtà, in un mondo vecchio che ha bisogno comunque di nuove grandi utopie.

Detta idee chiare, innovatrici. Gli eletti che non rispettano gli impegni presi con chi li ha votati, possono essere sfiduciati in ogni momento attraverso referendum locali. La selezione della classe dirigente deve essere fatta “dal basso”, dai cittadini che conoscono storia e competenze dei candidati. Propone immediate modifiche istituzionali come l’abolizione del voto segreto, del vincolo di mandato, dell’obbligo del candidato eletto di risiedere nel collegio dove si presenta e del referendum propositivo senza quorum.

(g.c.)