La Cgil viene premiata da Rosario Crocetta forse più del dovuto. Quale sia stato il suo contributo all’elezione del neo governatore della Sicilia è tutto da dimostrare. Nelle precedenti elezioni contro Cuffaro e Lombardo il più grande sindacato italiano poche volte è stato determinante, nonostante la sua capillare organizzazione sul territorio. E alle elezioni comunali di Agrigento, la sua segretaria uscente Mariella Lo Bello non è arrivata al ballottaggio. La stessa Lo Bello, su indicazione dell’area politica del Pd che fa capo all’onorevole Capodicasa, è stata ieri nominata assessore regionale al territorio. Dell’Assemblea regionale fa parte l’altra Mariella, eletta nel listino del Presidente. Si tratta di Mariella Maggio, segretaria (anche lei uscente) della Cgil regionale. A suo favore si era mossa, durante la campagna elettorale, Susanna Camusso: venuta a Palermo senza tenere conto che un’altra esponente della Cgil (area Fiom), Giovanna Marano, era candidata presidente con Claudio Fava. Che la Cgil fa politica non è una novità. Che molti dei suoi dirigenti passano dal sindacato ad altri incarichi e diventano sindaci, parlamentari nazionali ed europei, segretari di partito è stato sempre un fatto così scontato che nessuno, crediamo, più si meraviglia. Il sindacato come trampolino di lancio per una rosea carriera. Una sorta di gavetta per approdare a più importanti rive della vita pubblica nazionale o regionale. Spesso, al di là, delle competenze specifiche nei settori cui vengono assegnati. Di cosa dovrebbe capire un sindacalista se non di problematiche del lavoro e un po’ anche di economia? Se viene scelto per queste sue competenze (quali, per esempio, quelle di responsabile del welfare o delle politiche sociali in generale) nulla da dire. Ma non sappiamo quali siano le competenze di Mariella Lo Bello sui problemi del territorio e dell’ambiente. Per cui la sua scelta pare abbia più un carattere politico che tecnico. In una giunta regionale composta dal “solista” Rosario Crocetta – solista rispetto ai partiti: questo si è sforzato in questi giorni di far intendere all’opinione pubblica – composta, dicevamo, con i criteri dell’antimafia, delle competenze tecniche, scientifiche (vedi la nomina di Zichichi, scienziato di 83 anni) e culturali come quella di Battiato. Evidentemente i partiti, di cui già si erano avvertiti i mugugni, un peso alla fine l’hanno avuto. La corrente di Angelo Capodicasa è ancora forte e la presenza all’Ars del Pd e dell’Udc, i primi principali sostenitori del neo governatore, è tale che l’autonomia assoluta rivendicata da Crocetta per quanto riguarda la squadra di governo non può non esserne in qualche modo condizionata. Giusto così? Be’, allora finiamola di fare i “solisti” apparenti. Perché la politica è compromesso. Non lo scopriamo certo oggi.

Gaetano Cellura