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In Sicilia, in particolare nell’agrigentino, la sistematica mancanza dell’acqua ha rappresentato una manna per molti.
Una manna per chi deve promettere in cambio di qualcosa, una manna per il sistema malavitoso che lucra sullo stato di bisogno, una manna per il sistema legalizzato che sfrutta i cittadini neanche stesse portando nelle case petrolio.
Allo stato di bisogno bisognerebbe sempre rispondere con lo Stato inteso con la “S” maiuscola.
Dove non c’è lo Stato non solo c’è sempre lo stato di bisogno ma c’è sempre anche la presenza della criminalità organizzata.
Per questi motivi, la battaglia per l’acqua per il territorio di Licata, non può e non dev’essere la battaglia di qualche cittadino o di qualche agricoltore.
Dev’essere la battaglia di tutti i cittadini per l’acqua per uso domestico e di tutti gli agricoltori per l’acqua per uso irriguo.
In questi anni, di battaglie per l’acqua, ci siamo accorti come la nostra città soffra di isolamento storico nell’agrigentino.
Tanto che sembrava assurda, sia in Provincia che in Regione, anche solo l’idea che potessimo azzardarci a chiederne l’ottenimento di quello che è un servizio indispensabile per cittadini ed agricoltori licatesi.
Abbiamo fatto diversi passi avanti ma, credetemi, è stato ed è un campo minato sul quale è facilissimo saltare in aria.
Tanti i nemici ed ovunque: se il nemico forestiero potrebbe pure esser ipotizzabile quello in casa rappresenta sconfitta per il genere umano.
L’acqua non ha colore così come non deve avere colore politico il suo ottenimento.
Tutte le forze politiche presenti in città sono chiamate a starci accanto in questo percorso.
Non a parole ma con azioni concrete.
Un percorso che abbiamo deciso di intraprendere e percorrere senza alzare la voce seguendo rispettosamente tutti i canali istituzionali.
Il Consorzio Piana del Salso ha ingaggiato un esperto per realizzare il progetto della canalizzazione dalla diga San Giovanni ad ogni azienda consorziata.
Il progetto è stato finanziato dagli agricoltori ed è già pronto.
Stiamo solo aspettando le direttive degli assessorati di competenza per poterlo presentare.
In tempo di crisi, per il comparto agricolo, merita certamente un elogio ogni singolo produttore che ha messo mani al proprio portafoglio perche’ ha creduto nelle Istituzioni.
Per queste ragioni è necessario che il progetto venga presentato in Regione entro il 2023 e che venga inserito tra i progetti da finanziare in finanziaria.
Gli agricoltori scenderanno in piazza al minimo dietrofront di chicchessia.

Giovanni Chianta – Coltivazione in serra, tunnel e campo aperto