Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa emesso dalle oganizzazioni sindacali Cisl e Cgil che invitano l’Amministrazione Comunale ad uscire dal consorzio “Tre Sorgenti”.

La CISL e la CGIL di Licata, chiedono all’ Amministrazione Comunale di Licata di uscire dal Consorzio “Tre Sorgenti”, iniziando così una spending review, da noi non più rinviabile. Avendo acclarato che già oggi la città viene alimentata di acqua da est dalla condotta, ex dissalata Gela-Aragona con acqua che può  provenire da Ancipa, Blufi, Cimia, Ragoleto ecc. ecc. ed in futuro dalla nuova condotta in metallo. Da ovest dalla nuova condotta in metallo Gela-Aragona, in direzione inversa, con acqua proveniente dalla diga Garcia. Considerato che Sicilacque sta riattivando una condotta, sempre in vetroresina, da Canicatti a Licata, attualmente in manutenzione in zona “Durrà”, per veicolare tramite essa acqua proveniente dalla diga Fanaco e non solo. Considerando che non vi è, allo stato attuale, nessuna possibilità, ne speranza, di riprendere a ricevere l’ acqua che ci arrivava dal “Tre Sorgenti”, non si capisce , alla luce di tutto ciò, come possa essere possibile la permanenza del Comune di Licata, se ciò comporta dei costi, a qualsiasi titolo e di qualsiasi genere, all’ interno dello stesso Consorzio. Le scriventi organizzazioni chiedono quindi all’ Amministrazione di uscire dal Consorzio, cedendo la propria quota agli altri soci e monetizzandola per rimpinguare le esauste casse comunali. Noi speriamo che la distribuzione idrica secondaria, con il prossimo governo regionale, passi definitivamente ai comuni direttamente interessati, anche se siamo fortemente preoccupati per la realizzazione di tutti gli investimenti previsti nel Piano d’ Ambito per il completamento delle reti idriche , per quelle fognarie e per il completamento e la gestione dei depuratori, che ci vede ancora in stato di infrazione nei confronti della relativa direttiva dell’ Unione Europea e per il rischio che a pagare l’ acqua sia una esigua percentuale di cittadini , come già avviene per la Tarsu e vedi quanto sta accadendo nella vicina Palma di Montechiaro e non solo. Gli interessi della città di Licata non prevedono più la presenza all’interno del Consorzio, ma una gestione, prossima futura, in regime solidaristico della distribuzione primaria di un bene primario che si chiama acqua.

Licata, li 22 ottobre ’12                              Cisl  e Cgil di Licata

Salvatore Licata e Onofrio Marino