Precarie condizioni di salubrità nei cimiteri di Marianello e Cappuccini, interviene l’ex vicesindaco Vincenti.

Il Cimitero inteso come luogo di riposo è stato invece da sempre un sito dove ha regnato il caos più assoluto, sporco e abbandonato all’incuria e all’inciviltà di chi non ha rispetto neppure per i morti.
Oggi continua a essere un luogo non degno ad accogliere i propri cari, degrado diffuso in entrambi i cimiteri, puliti occasionalmente in prossimità del giorni dedicati ai morti o quando qualcuno alza i toni e ne denuncia lo stato di abbandono. Non è stata colta neppure l’occasione di poter ripulire e ordinare tutto durante i mesi di chiusura al pubblico, dove sarebbero bastate un paio di ore al giorno per far brillare entrambi i siti che invece si sono mostrati all’apertura come luoghi abbandonati da anni, dove non si vedevano neppure le tombe ricoperte da erbacce e cumuli di fiori secchi giacevano a terra da mesi.
E’ chiaro da anni che quei luoghi sono oramai saturi e non bastano neppure le varie operazioni di estumulazione che altro non creano che diatribe co-familiari, spesso non più a Licata e che a loro ritorno hanno qualche difficoltà a ritrovare i propri cari. Per fare posto a nuovi loculi, sono state utilizzate stradine e gradinate di accesso a zone già difficili da raggiungere, la mia famiglia già in passato ha visto trasferire la propria tomba in una strada all’interno del cimitero dei cappuccini (dovevano realizzare la casina del custode). Quelli che dovrebbero rappresentare luoghi sacri oggi rappresentano lo specchio di una città abbandonata a se stessa, le stesse stradine interne si presentano con un manto stradale distrutto mettendo a rischio l’incolumità soprattutto delle persone anziane, a questo aggiungiamo tutta una serie di disservizi quali la mancanza di acqua in fontanelle fatiscenti e senza possibilità di incanalare l’acqua in sistemi di canalizzazione che si disperde tra le tombe. Da settimane non sono più forniti i sacchetti che in qualche modo stimolavano le persone a non lasciare i fiori secchi in giro per i cimiteri, e poi quella doccia indecorosa realizzata all’ingresso del cimitero nuovo dove chi si avventura a piedi assiste a scene non proprio consone a quell’ambiente. Ultimamente quei luoghi sono stati oggetto anche di sequestri di alcuni settori e questo la dice lunga sullo stato delle cose e purtroppo chi ci rimette e sempre l’utente. Chiudo con un accenno a quell’antichissima chiesetta del cimitero vecchio (chiamato monumentale) abbandonata e oggi destinata probabilmente a ossario (a proposito, ma sono tutti in quel sito ?).
Alcuni anni fa, con Francesco La Perna, recuperammo lo splendido crocefisso ligneo che fu prima posto all’interno del Carmine e in seguito, trasferito nella chiesa di San Giuseppe Maria Tomasi salvandolo dall’incuria e da probabile furto (era già sparito un dito del piede), mi chiedo perché debba continuare questo stato di cose, perché non interviene nessuna istituzione preposta al controllo e alla conservazione. So che anche questa volta non otterrò nulla, forse faranno come quelli che nascondono la polvere, ma stavolta servirà un tappeto molto grande.

Angelo Vincenti – Ex vicesindaco