IMU_2-H121130190246-013Erano i primi giorni di Gennaio, da poco si erano placate le ire dei cittadini e degli artigiani, che avevano protestato invano contro l’aumento al massimo delle aliquote IMU. Il Sindaco Graci  sventolava ai quattro venti la sua ordinanza con la quale dava mandato di riportare le aliquote, sulle quali viene calcolata l’odiosa imposta, al minimo stabilito dallo Stato. Bene, ad oggi, quell’ordinanza sembra essere caduta nel dimenticatoio e mentre si avvicina inesorabile il termine ultimo stabilito affinché un’eventuale delibera abbia efficacia per l’anno in corso, da Palazzo di Città tutto tace. Di chi siano le responsabilità, sindaco o  commissario, non sta a noi dirlo, quello che però si può affermare con certezza  è che stando così le cose, i cittadini e gli artigiani, subiranno un nuovo salasso già con l’acconto di giugno, che va ad aggiungersi alle altre imposte (vedi Tarsu ) che già gravano sui possessori di immobili. Il vecchio “mattone”, quello che un tempo era considerato un rifugio sicuro, una certezza ed una base da cui far partire il futuro dei figli, sul quale si è investito per decenni, oggi è diventato solo un gravoso peso, con il risultato che un intero settore, quello edile (ma non è l’unico, visto che l’indotto è talmente ampio che non basterebbe una pagina per elencarlo), è in ginocchio e le prospettive sono tutt’altro che rosee.