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“Oggi abbiamo scritto alla Ministra Terranova e al Sottosegretario L’Abbate, al fine di rappresentare la situazione di estrema difficoltà in cui versano le attività di pesca nel Canale di Sicilia” – annunciano gli eurodeputati siciliani Annalisa Tardino (Lega/ID), Giuseppe Milazzo (FI/PPE) e Raffaele Stancanelli (FdI/ECR), componenti della Commissione Pesca del Parlamento europeo.
“Come noto, a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2019/982, l’attività di pesca delle marinerie che operano nel Canale di Sicilia è stata, di fatto, bloccata con gravi e onerose conseguenze per le nostre flotte, le imprese e le famiglie impegnate nel comparto”, continuano gli eurodeputati.
“Chiediamo al Governo di farsi portavoce delle istanze di un settore che ha, negli anni, fortemente contribuito al conseguimento degli obiettivi di conservazione delle risorse, e che oggi viene fortemente penalizzato da decisioni europee ed internazionali”.
A tal fine, Tardino, Milazzo e Stancanelli evidenziano “l’importanza di imminenti appuntamenti internazionali, tra cui la prossima sessione annuale della CGPM, prevista ad Atene dal 4 al 8 novembre, in cui si discuterà di una proposta- negativa per la Sicilia – di estensione della ‘Raccomandazione per un piano pluriennale per la pesca sostenibile a strascico di gamberi rossi giganti e gamberi blu e rossi nel Mar Ionio’, al fine di includere lo Stretto di Sicilia, e in cui si potrebbe anche sollevare la questione della revisione, nel 2020, del divieto di pesca entrato in vigore prima dell’estate”.
Consessi internazionali in cui adesso si gioca la partita della pesca siciliana, e in cui viene richiesta una presenza forte dell’Italia a difesa del settore.
Viene avanzata, inoltre, una richiesta di “commissionare nuovi studi scientifici al fine di valutare lo stato degli stock del Mediterraneo”.
“Un’azione concreta, a sostegno delle nostre marinerie e della nostra economia, che va al di là dei meri schemi di partito e che ci vede uniti nella richiesta di collaborazione al Governo, a favore del territorio”, concludono gli eurodeputati siciliani.