La segreteria territoriale della Cna, tramite il presidente Piero Caico, lancia una serie di proposte programmatiche all’amministrazione comunale incentrate soprattutto sulle non più rinviabili modifiche al Piano regolatore generale. Prima di entrare nel merito, Caico ci ha però tenuto a sottolineare l’ottimo trend registrato a livello turistico che “tra il 2016 e il 2018 ha visto aumentare del 40 per cento le strutture ricettive. Oltre 4,5 milioni di investimenti che hanno dato una boccata d’ossigeno anche alle imprese locali”. L’altro dato è rappresentato dal fatto che “all’interno di questo 40%, la stragrande maggioranza ha nella struttura ricettiva un’attività secondaria”. Come detto in apertura, la proposta programmatica più rilevante è quella relativa al Piano Regolatore. Un’apertura importante quella della Cna di Licata che nei prossimi giorni programmerà un’assemblea degli iscritti a cui verrà invitata anche l’amministrazione comunale.

“Crediamo non si possa più rimandare una seria revisione del Prg – spiega Caico – servono modifiche che mettano al centro del programma l’impresa. E quindi serve un Piano Regolatore Generale di nuova generazione”. Tra le richieste più urgenti c’è quella di “individuare una nuova area artigianale con spazi maggiori e dotare di nuovi servizi quella già esistente”. Il rischio concreto è quello di una delocalizzazione. Molte imprese attualmente operanti sul territorio hanno infatti già chiesto informazioni sulla zona industriale di Agrigento e stanno valutando l’opportunità di trasferire là la base operativa delle proprie attività. “C’è difficoltà a Licata nel reperire locali funzionali alle esigenze delle imprese – spiega ancora Piero Caico – diversi artigiani hanno già ottenuto una buona disponibilità da Agrigento e sono in fase di valutazione. Il rischio di una delocalizzazione – che in questo caso sarebbe per necessità dovuta – comporta ovviamente conseguenze anche in termini di possibile perdita di livelli occupazionali”.

Da lì, la necessità di “chiedere a breve un incontro con l’amministrazione. Le linee guida per il nuovo Prg ci sono già. Ma in passato, vuoi per vicissitudini giudiziarie, vuoi per vicissitudini politiche non si è mai riusciti ad intervenire perdendo del tempo preziosissimo. E oggi siamo al punto in cui le modifiche al Piano Regolatore Generale non possono più essere rimandante”.