di Gaetano Cellura – Il problema, a questo punto, non è l’instabilità mentale di Trump, ma la notte  senza mattino dell’Occidente. Buio eterno grazie a lui e al suo amico Netanyahu, che lo condiziona fortemente, e per il quale la guerra permanente è ragione di sopravvivenza politica. La propria, si capisce.

Sia pure bombardato a tutto spiano e nel totale spregio dei crimini di guerra, l’Iran è comunque il vero beneficiario di questa debole tregua. Ha oggi, dopo quaranta giorni di guerra, più di quanto avesse prima dell’inizio delle ostilità: conserva lo stesso regime teocratico, che Trump voleva cambiare, ed ha la certezza che basta chiudere lo stretto di Hormuz per mettere in ginocchio le economie mondiali, di fatto la sua migliore arma asimmetrica. Tutto questo non è stato affatto calcolato dal presidente americano. E così è finito nel vicolo cieco di una guerra senza via d’uscita. La sua credibilità (ammesso che uno come lui se ne preoccupi) ha toccato il livello più basso: sul fronte interno e su quello del conflitto mediorientale. Puoi avere il più grande apparato militare, ma se non conosci l’arte della guerra, se sei un immobiliarista circondato da consimili affaristi e nulla sai di diplomazia, non ti resta che un’insulsa retorica – aggressiva, suprematista, neocoloniale, buona soltanto per il godimento degli amici sovranisti europei e per i giornali della destra italiana – e una tregua (cioè una sconfitta) sfacciatamente raccontata al mondo come vittoria. L’Iran, di cui Trump voleva cancellare la civiltà, non è Gaza né il Venezuela. Ѐ stato un impero: ha una storia che affonda le sue radici nella sterminata antichità dell’uomo: è governata da fini teologi e non da immobiliaristi d’assalto: ed è l’unico ostacolo al disegno del Grande Israele. L’unica vera causa dell’instabilità in quell’area del mondo. La grande leva con cui la lobby sionista d’America ne condiziona il governo. E non importa quanti morti ci sono stati a Gaza, quanti in Iran e quanti ora anche in Libano. Ciò che conta è il petrolio per noi europei incapaci di mediazione e irrilevanti sulla scena internazionale. Ѐ notte. Solo notte. Sionismo e imperialismo rendono lontano il mattino.