Il sindaco Rosario Bonfanti è tornato a parlare dell’aumento delle aliquote IMU per chiarirne i motivi. Secondo Bonfanti, l’aumento, dal 4 al 6 per mille per la prima casa e dal 7,6 al 10,40 per la seconda, non è stata dovuta ad una scelta politica dell’amministrazione ma ad una costrizione del governo Monti, che ha imposto al comune di iscrivere in bilancio un’entrata pari ad Euro 1.985.290,00 per l’Imu 2012, cui vanno aggiunti i tagli del 50% dei trasferimenti operati dalla regione e quelli dello Stato per i trasferimenti del fondo perequativo.

“La mancata approvazione dell’incremento dovuto – ha spiegato Bonfanti -, oltre ad attivare le procedure consequenziali da parte del Governo centrale, avrebbe impedito di intervenire successivamente. Ciò avrebbe determinato dei tagli a tutti i servizi resi alla città, in particolare all’assistenza ai disabili, agli anziani, alle persone bisognose e ai giovani studenti pendolari”.

Quindi Bonfanti contesta le affermazioni dei consiglieri di opposizione, secondo cui l’aumento si sarebbe potuto evitare, o quanto meno ridurre, con l’approvazione del valore venale delle aree edificabili. “Deve evidenziarsi che l’amministrazione per ben due volte ha proposto al Consiglio comunale di approvare tale determinazione senza nessun riscontro. La zonizzazione di cui si parla è inserita nel vigente Prg e non si comprende quale ulteriore zonizzazione dovrebbe essere operata”.