CONFERENZA BiondiL’ex sindaco Angelo Biondi scrive al nostro giornale dopo l’ufficializzazione della situazione debitoria del Comune.

Tiene banco, in questi giorni, la discussione sulla difficile situazione contabile del nostro comune a seguito del riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi.
Iniziamo col dire subito, che quanto fatto dal sindaco Cambiano altro non è che il primo adempimento per l’avvio della riforma contabile degli enti locali prevista dal decreto legislativo n.118 del 2011. La cosiddetta “Armonizzazione contabile enti territoriali”, cioè l’applicazione del principio contabile generale della competenza finanziaria (cd. potenziata) per l’accertamento delle entrate e l’impegno delle spese.
Evitiamo quindi dall’enfatizzare quest’atto come una scelta dell’attuale amministrazione, desiderosa di fare chiarezza sui conti del comune. Era un atto imposto dall’entrata in vigore di una specifica legge, adottato tra l’altro in zona cesarini. Una legge datata 2011, secondo la quale: “Il riaccertamento straordinario dei residui deve essere effettuato, con riferimento al 1 gennaio 2015, in una unica soluzione, contestualmente all’approvazione del rendiconto 2014 anche in caso di esercizio provvisorio o gestione provvisoria”.
Fatta questa premessa, stimolato da alcuni commenti apparsi su giornali e social, e dalle dichiarazioni del sindaco in una intervista televisiva, qualche riflessione in merito la voglio fare anch’io.
La prima: evitiamo di allarmare e confondere, ancor di più, l’opinione pubblica parlando di default, dissesto finanziario, o di drammatica situazione debitoria. La situazione non è sicuramente allegra, ma nemmeno catastrofica, né tanto meno inaspettata. Era ben chiaro al legislatore, infatti, che il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento contabile, avrebbe determinato per la quasi totalità dei comuni italiani una situazione di oggettivo disavanzo. Ragion per cui è stata prevista (dallo stesso legislatore) la possibilità di ripianare tale disavanzo spalmandolo nei trenta esercizi successivi (cioè, nell’arco di trent’anni). Certo, bisogna stringere un po’ di più la cinghia, evitando le spese non strettamente necessarie. Aumentare le entrate proprie cominciando, innanzitutto, con il tentativo di recuperare una buona fetta della grossa percentuale di evasione tributaria.
La seconda: Non è corretto utilizzare in maniera semplificativa il termine “debito”, per ciò che in realtà è un disavanzo d’amministrazione. I meno 19.509.116,59 €uro, di cui si parla, scaturiscono dalla cancellazione dal bilancio comunale di vetusti residui attivi e passivi. Frutto, negli anni, di spese per l’acquisto di beni e servizi, e per il finanziamento di vari lavori pubblici; e per le quali venivano impegnate somme provenienti dalla riscossione di tasse, previste e successivamente non incassate; da crediti verso terzi, oggi risultati inesigibili; dall’iscrizione nel bilancio previsionale di quote di finanziamento di trasferimenti, poi non pervenuti, o revocati. In tutta onestà, non credo ci siano state, in tutta Italia, amministrazioni comunali che di fronte alla necessità di garantire un minimo di manutenzione a: edifici scolastici, strade, impianti di pubblica illuminazione, rete idrica e fognante, ecc., ecc., siano rimaste, leggi permettendo,con le braccia incrociate, ad aspettare puntigliosamente la certezza dell’incasso di tutte le entrate previste in bilancio.
Infine, in merito alle dichiarazioni del nostro giovane sindaco, devo dire che ho apprezzato il suo atteggiamento positivo, il suo invito all’ottimismo e alla fiducia, non perdendosi d’animo e rinnovando la volontà di andare avanti. Ancor di più ho apprezzato il suo sfuggire alla tentazione di gridare al disastro finanziario per giustificare le difficoltà oggettive dell’amministrare un comune come il nostro (altri, in passato, lo hanno fatto nel tentativo di giustificare la loro inadeguatezza amministrativa).
D’altro canto, erano ben note, a tutti i recenti candidati sindaco, le difficoltà in cui versavano le casse comunali. Come, credo, era risaputo dagli stessi, dell’imminente applicazione del nuovo modello di contabilità (Dl Lgs. 118/2011) basato sulla cosiddetta “Armonizzazione contabile degli enti territoriali”. Concetto ribadito nel decreto “Salva Italia”:a partire dal 2013, i bilanci finanziari annuale e pluriennale dovranno avere carattere autorizzatorio. Regioni ed enti locali non potranno più ricorrere al meccanismo dei residui per definire il conto consuntivo.

Angelo Biondi