Si prova a disciplinare l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata assegnati al Comune. In un lungo elaborato di 23 pagine (una delibera di Giunta), l’Esecutivo “intende avviare un percorso di valorizzazione ed utilizzo di beni oggi facenti parte del patrimonio indisponibile, anche a fini istituzionali per ottimizzare gli spazi di lavoro, nonché creare spazi sociali, incrementare l’economia locale e la rigenerazione urbana”. Il patrimonio assegnato al Comune consta di settantacinque immobili. I sopralluoghi sono già stati effettuati e, al termine delle verifiche degli uffici, la risoluzione adottata sarebbe quella di destinare alcuni immobili a fini istituzionali per far fronte all’esigenza per maggiori spazi per uffici tecnici, archivi comunali centralizzati ma anche provvedere ad avviare l’iter per destinare gli immobili a fini sociali per creazione di ulteriore spazi verdi a disposizione della collettività. La “classificazione” prevedere tre destinazioni d’uso. La prima è quella per gli immobili ritenuti idonei ad ospitare uffici o altri presidi istituzionali. Di questo elenco fanno parte gli immobili di contrada Olivastro già da tempo sede dell’ufficio del lavoro e di diversi uffici comunali, il “celebre” immobile di corso Brasile dove il piano terra verrà destinato a centro diurno e aiuto sportello per la donna e altri beni requisiti alla criminalità organizzata che ospitano già uffici, depositi di dipartimenti. L’altro elenco prevede la destinazione per finalità sociali con gestione diretta da parte del Comune e ne fanno parte il Parco della Legalità, un’isola ecologica, case di rifugio per donne vittime di violenza e un parco canile con annesso cimitero d’animali d’affezione assegnato al dipartimento Lavori Pubblici. Infine un terzo elenco composto da immobili da destinare a fini sociali, affidandoli in concessione.