Pubblicità

Dopo l’assoluzione dell’ex Sindaco Angelo Balsamo, l’avvocato Gioacchino Amato ha affidato al nostro portale una sua riflessione.

La notizia dell’assoluzione dell’ex Sindaco di Licata Angelo Balsamo, al di là del dramma, fortunatamente a lieto fine, riguardante la persona dell’ex Sindaco, getta cupe ombre sull’interferenza della Magistratura nella vita politica e nel dibattito democratico della Città di Licata negli ultimi anni. E’ innegabile che la Magistratura sia stata la protagonista indiscussa della scena politica licatese, abbattendo, a colpi di misure cautelari, i Sindaci sgraditi e proteggendo invece quelli dialoganti con il potere giudiziario. E ciò nella più completa indifferenza da parte degli inquirenti verso l’esito dell’azione giudiziaria dagli stessi promossa, oggi sgretolatasi a fronte di un approfondito accertamento da parte della Magistratura giudicante.

Ed ora? Chi risarcisce il popolo Licatese? Ma soprattutto è possibile risarcirlo, visto che quelle azioni giudiziarie hanno manipolato e falsificato irreversibilmente il corso della Storia? La Storia non si riscrive, non è possibile riavvolgere il nastro. Ciò che è stato è stato e, mi chiedo se, chi ha alterato il dipanarsi degli eventi, espropriando il Popolo della sovranità che gli spetta, continuerà a convocare roboanti conferenze stampa per concionare sul livello di moralità di un popolo intero, affibbiando patenti o bollini di inciviltà, quando invece l’inciviltà giuridica risiedeva proprio in chi si issava sul piedistallo del censore. Come in una piramide rovesciata si sono sovvertiti i valori. Per cui l’illegalità si è travestita di legalità per tacciare di contrarietà alla Legge chi invece la rispettava. E tutto ciò con la complicità ed il sostegno di frange della popolazione, fortunatamente numericamente irrilevanti, che a testa bassa si sono rifugiate sotto il mantello di chi si proclamava paladino della Legge. E così il bianco è diventato nero ed il nero bianco. E cio è avvenuto con programmazione sistematica e ripetuta e non soltanto nei confronti del Sindaco Balsamo. Basti pensare all’imprenditore che ha realizzato il porto turistico, a proprie spese, e che è stato oggi assolto, il quale è stato accusato delle più infamanti nefandezze. Anziché evidenziarne i meriti lo si è demonizzato, così come avvenuto con il Sindaco Balsamo il quale è stato perseguitato, per vicende extrapolitiche, nonostante stesse amministrando con diligenza il Comune di Licata. Oppure basti pensare a tutti quei cittadini che, come è avvenuto in tutta la Sicilia, hanno realizzato una casa sul mare, e sono stati messi alla gogna, schiaffeggiati ed umiliati, mentre nel resto della costa siciliana le case sul mare sono rimaste al loro posto. Quindi Licata, città che, unica in Italia, ha abbattuto le case abusive, per anni ha subito campagne giornalistiche diffamatorie quando invece avrebbe meritato i massimi riconoscimenti civici per aver, caso unico, ripristinato la legalità.

E dove sono finiti questi moralizzatori i quali sbeffeggiavano Licata e i Licatesi? Sarebbe doveroso da parte loro organizzare una simmetrica conferenza stampa per chiedere scusa. Scusa al Popolo Licatese, scusa alla Storia violata, scusa a chi ha rispettato la legge e ha riposto una fiducia, tradita, nei garanti della legalità.

Gioacchino Amato – Deloitte Legal