Nella bottega artigiana del padre in via Cannarozzi, Agostino Profeta è cresciuto; lì ha dato vita, aiutando don Giovanni, alle marionette della nostra Opera dei Pupi, forma brillante di teatro itinerante. Nella stessa bottega andava in scena lo spettacolo. Le origini del teatro operante risalgono in Sicilia alla dominazione normanna. Tra tante notizie incerte, ciò che sappiamo di sicuro è che a metterlo su a Catania furono Giovanni e Angelo Grasso, che uno dei più grandi pupari siciliani è stato Emanuele Macrì e che questo genere teatrale ha riscosso notevole successo anche all’estero.

Dopo l’esperienza di Giovanni Profeta, antesignano dell’Opera dei pupi a Licata, il teatro ha vissuto in città un lungo periodo di oblio. E’ stato il figlio Agostino poi a farlo rivivere, durante una delle estati licatesi del passato, presentando copioni e pupi nel foyer del Teatro Re di fronte a un pubblico entusiasta. Spettacoli seguiti e gustati sotto la sapiente, esperta regia di don Agostino Profeta, che è venuto a mancare oggi all’età di novantacinque anni. E’ stato per lunghi anni il cantore delle gesta di RE Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda e dei paladini di Francia contro gli infedeli. La città, la sua giunta, il suo consiglio comunale ricordino degnamente la sua figura. Agostino Profeta è stato un artista e un protagonista della nostra storia.