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Immagine-aerop1Il partito Democratico,  in relazione alla bocciatura da parte del C.C. di Licata della variante urbanistica al progetto relativa alla realizzazione di un aeroporto nei territori di Pezza di Scifo e S. Vincenzo, ribadisce la posizione espressa in questi anni e ed oggi condivisa dall’intero Consiglio comunale. Il Pd ritiene, allo stato, che non ci sono le condizioni, sia di natura economica che di natura progettuale, per la realizzazione dell’infrastruttura. Non risulta, infatti, ascritta a nessuna voce di bilancio della regione sicilia la disponibilità di somme da destinare al finanziamento dell’opera; non risulta, allo stato, eventuali partners privati che si accollerebbero l’onere economico dell’iniziativa;

Il piano dei trasporti  non prevede alcuna costruzione di nuovi aeroporti nazionali, dette scelte risultano, tra l’altro, essere confermate dall’ENAC che ribadisce le scelte del Governo. Detto elemento viene peraltro confermato da una esplicita richiesta, formulata recentemente dal comitato degli agricoltori , al ministero delle infrastrutture. L’apertura, tra l’altro, dell’aeroporto di Comiso chiude qualsiasi porta a ipotesi  credibile di realizzazione dell’opera ma anche della sua sostenibilità economica. Pensiamo sia piu’ utile, invece, potenziare e mettere in sicurezza le nostre strade di collegamento alle infrastrutture aeroportuali, ed in particolare la S.S. 115, definita la “strada della morte”; pensiamo anche alla possibilità di utilizzare la ferrovia per realizzare un valido  sistema di trasporto alternativo, finalizzato al collegamento con gli aeroporti dell’isola, e , nello specifico, con l’aeroporto di Comiso che dista da Licata circa 70 km. La Provincia Regionale di Agrigento ha inteso realizzare l’eventuale opera in territorio di Licata, nelle contrade S. Vincenzo aeroportoe Pezza di Scifo, dove insistono attività agricole con coltivazione di ortive in pieno campo, in serre e tunnel ed un bacino imbrifero tra i piu’ significativi del territorio agricolo di Licata. Detta volontà non è stata altresì suffragata da una reale concertazione col territorio, con le categorie interessate e men che meno con le Amministrazioni Comunali che si sono succedute. Ci si chiede inoltre se per costruire una infrastruttura di dimensioni piu’ simili ad un’aviosuperficie che ad un aeroporto sia necessario impegnare 220 ettari di terreni produttivi e non invece un centinaio di ettari ( vedi aeroporto di Lampedusa con mt 1800 di pista ed aeroporto di Firenze con una pista di mt 1750)  in territori economicamente marginali. Ci si chiede come sia stato possibile realizzare da parte della Provincia degli “avvisi di avvio del procedimento” per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e per la dichiarazione di pubblica utilità, quando manca la preventiva definizione del modulo procedimentale prescelto per addivenire all’apposizione del vincolo ( conferenza di servizi,accordo di programma); nessun riferimento alla posizione che hanno assunto il Ministero per le Infrastrutture e l’ENAC, ai quali appartengono le competenze primarie; mancano dati concreti concernenti le fonti di finanziamento per la copertura delle spese inerenti il progetto. Si rimanda ad un generico finanziamento attraverso fondi FAS che sicuramente non arriveranno. Di sicuro c’è uno studio di fattibilità affidata alla società KPGM , ma questo sicuramente  non giustifica nè l’avviso di procedimento per l’apposizione del vincolo aeroportuale, nè il rilascio da parte dell’ufficio Urbanistica, Territorio ed Ambiente, di certificati di destinazione urbanistica nei quali vengono annotati che vi è in corso una procedura di apposizione di un vincolo preordinato all’esproprio per pubblica utilità. Vincolo  che, in atto, non esiste.Queste certificazioni semmai comporteranno, per le aziende interessate a finanziamenti tramite banche o strumenti Comunitari, un impedimento per il rilascio di eventuali nulla osta che riguarderanno l’ottenimento di  finanziamenti per ristrutturazione aziendale. Se aeroporto si deve fare bisogna cercare il modo che si realizzi in armonia con il territorio, riducendo al minimo l’eventuale impatto sia di ordine economico che ambientale. Riteniamo sia importante che il Comune, per quanto di competenza, assuma un ruolo autonomo nei confronti della Provincia; che  persegua una corsia preferenziale nel rapporti con la Regione Siciliana; che  stabilisca contatti con i funzionari dell’ENAC sulle problematiche prospettate; che verifichi se esistono realmente i fondi FAS per il finanziamento dell’opera; che si riconsiderino le aree da destinare all’eventuale realizzazione dell’opera nonchè le superfici necessarie per la creazione di una pista.

La reggenza del Circolo Raimondo Saverino – Licata