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foto muroni legambienteQuesto il comunicato stampa integrale pubblicato sul sito ufficiale di Legambiente nazionale in merito all’ipotesi di vendere le case abusive.

“L’idea del sindaco di Licata di vendere le case abusive per rimpinguare le casse comunali è pura follia, oltre che un gradito regalo alle ecomafie – non usa mezzi termini Rossella Muroni, direttore nazionale di Legambiente, per commentare la scelta del primo cittadino Angelo Balsamo. Un’interpretazione della legge quantomeno illegittima, visto che il Comune può ovviare alla demolizione degli immobili solo in casi circoscritti e per uso pubblico, trasformandoli per esempio in scuole, uffici o residenze sanitarie. Per ogni immobile deve essere prevista una specifica destinazione, non si possono trattare un tanto al chilo”. Dopo aver appreso la notizia dalla stampa e fatto le opportune verifiche, Legambiente questa mattina ha presentato formale diffida al Sindaco e al Consiglio comunale di Licata dal procedere con la dichiarazione di pubblica utilità degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio pubblico al fine di metterli in vendita. La diffida è stata inviata per conoscenza anche alla Procura della Repubblica perché accerti l’eventuale sussistenza di reati. Il provvedimento varato dalla giunta, e iscritto all’ordine del giorno del consiglio comunale di mercoledì 20 novembre, riguarda per l’esattezza 47 immobili. Sarebbero solo la prima tranche delle oltre 150 case sulla spiaggia, acquisite al patrimonio comunale e sopravvissute agli abbattimenti avviati nel 2002, quando, anche per la tenacia dell’allora prefetto di Agrigento Ciro Lo Mastro, vennero demolite 4 case. Poi le ruspe improvvisamente si fermarono davanti alla villetta di un consigliere comunale del Ccd e a quella del capo di Cosa nostra agrigentina Giuseppe Falsone, latitante arrestato a Marsiglia nel giugno del 2010. Il prefetto Lo Mastro venne quindi trasferito. Non mancarono scontri tra le forze dell’ordine e gli abusivi, che peraltro fino a oggi hanno potuto continuare ad abitare gratuitamente quelle case grazie alla “generosità” dell’amministrazione comunale. “Riteniamo la proposta del sindaco di Licata anche molto inquietante sotto il profilo politico – continua Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia – . Non solo così non si combatte l’abusivismo, ma lo si alimenta realizzando di fatto una sanatoria edilizia. Siamo di fronte a una interpretazione della legge quantomeno fantasiosa, che lascia intravedere inquietanti retroscena: perché prevedere il diritto di prelazione per i vecchi proprietari, se non in virtù di una qualche promessa elettorale? Ci auguriamo che il Consiglio comunale di Licata riconduca il sindaco a più miti consigli e che la magistratura accerti le responsabilità degli amministratori in questa vicenda. Legambiente, con la campagna nazionale Abbatti l’Abuso, terrà alta l’attenzione su Licata e denuncerà ogni ulteriore tentativo di sanare le case illegali spingendo per la loro demolizione”.