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Contrasto alla commissione di reati in tempo di coronavirus. Il diffuso obbligo di rimanere a casa inizia a farsi sentire anche sulle persone sottoposte a misure cautelari. Proseguono incessantemente i controlli dei Carabinieri, impegnati nel far rispettare le prescrizioni di contrasto alla diffusione del coronavirus: nella giornata di ieri, tra le maglie serrate delle pattuglie dei militari, sono incappati tre pregiudicati, già sottoposti a misure cautelari. Per i tre è scattato l’arresto e maggiori restrizioni alla loro libertà.

Il desiderio di farsi una passeggiata e di prendere una boccata d’aria è stato troppo forte per due licatesi, un 78enne ed un 49enne, che stavano scontando la detenzione domiciliare per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. I Carabinieri della Stazione di Ravanusa li hanno infatti sorpresi, durante un servizio di pattuglia per contrastare la diffusione del coronavirus e per vigilare sull’applicazione delle misure di contenimento disposte dal Governo, mentre si trovavano fuori dalla loro abitazione. I due non solo non hanno saputo giustificare la loro presenza fuori di casa, come previsto dai decreti del Presidente del Consiglio, ma avevano l’obbligo tassativo di rimanere dentro le mura domestiche perché stavano scontando la loro pena. Per loro il Tribunale di Sorveglianza ha ordinato la custodia in carcere. I due sono stati trasferiti alla casa circondariale di Contrada Petrusa ad Agrigento.