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I Sindacati: “Basta morire di lavoro”

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1290901527_tecnici-enel-al-lavoroEcco la nota emessa dalle segreterie zonali di Cisl e Cgil dopo la morte dell’operaio licatese Massimo Armenio a seguito di un incidente sul lavoro.

Abbiamo dovuto registrare un altro incidente mortale a Licata. Un giovane di 46 anni, Massimo Armenio, ci ha lasciato. L’ ennesimo. Negli ultimi anni Licata ha contribuito, non poco, ad innalzare le statistiche nazionali sulle morti, cosidette bianche, le morti sul lavoro. Chi cade da un furgone, chi cade da un tetto, chi da un ponteggio ed il risultato è sempre lo stesso. Noi non possiamo limitarci a tenere il conto con il pallottoliere e rammaricarci perché un altro padre, a fine giornata, non ritornerà più dai propri figli ed un altro marito dalla propria moglie. In questa sequenza dolorosa, forse perchè ci sfugge, non armenio_massimoteniamo conto che serve riflettere che vi sono testi di legge (decreto legislativo 81/2008), testi unici, norme di legge che impongono e prescrivono tutta una serie di adempimenti e l’ utilizzo di dispositivi di protezione individuali che mirano a tutelare l’ incolumità e la salute dei lavoratori. In questa sequenza dolorosa non teniamo conto che le varie asp hanno in organico uffici che dovrebbero controllare e  verificare nelle aziende il rispetto delle condizioni di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro sia per iniziativa propria che per problematiche emergenti o significative per il territorio. Così come gli Ispettorati del Lavoro dovrebbero farlo nel comparto edile. Ed allora ci chiediamo: Come sono gli organici di questi enti preposti ai controlli? Quanti controlli vengono effettuati? Quante sanzioni vengono comminate?  Se la Regione Sicilia non provvede a rimpinguare gli organici ed a mettere i vari organismi in condizione di espletare i propri compiti, sarà sempre più impotente e sterile l’ affliggersi ed il dolersi per la perdita di un’ altra giovane vita che si spezza. Di un’altra famiglia che si distrugge. Di altri bambini che piangeranno invano i loro papà. Se la Regione Sicilia per ragioni di controllo spesa o spending  review che dir si voglia, taglia risorse e mezzi come può consentire ai controllori di effettuare i controlli. Le scriventi Organizzazioni Sindacali  hanno in programma, nei prossimi giorni, di effettuare delle verifiche e numeri alla mano, far sentire le proprie legittime proteste , li dove è possibile fare qualcosa di concreto per frenare, se non interrompere del tutto questa dolorosa scia di sangue. Basta morire di lavoro e basta morire perchè si perde il lavoro!

Cisl e Cgil – Salvatore Licata e Onofrio Marino