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Così vent’anni dopo ricordiamo Paolo Borsellino

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A Parigi, alla Gaumont, Gioacchino Martinez assiste al film interrotto della sua infanzia. Interrotto dal mitragliamento in un giorno di guerra. Judex, il cavaliere dal nero mantello, vendicatore di torti e soprusi, fuori dalle leggi. Molti anni dopo, in un giorno di luglio rovente, in una Palermo “infernale” e disperata, città mattatoio soggiogata dalla criminalità mafiosa, associa quel mantello nero svolazzante alla nera toga dell’ultimo procuratore vittima della Mafia, come l’amico e collega che due mesi prima, nel “cratere sulla strada per l’aeroporto”, l’aveva preceduto nel destino identico. “Uomini diversi da quelli di appena ieri o ancora attivi, giudici di nuova cultura, di salda etica e di totale impegno” scriveva Vincenzo Consolo nel romanzo Lo spasimo di Palermo.

Gaetano Cellura   Scrittori di Sicilia   Licata 2004