Homepage Cultura “La vita attraverso la pittura”, nostra intervista a Teresa La Cognata

“La vita attraverso la pittura”, nostra intervista a Teresa La Cognata

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Licata continua a mettere in mostra artisti. Ci siamo occupati di musica (con Flavia Marrali), di fotografia (con Teresa Bontà), ora è la volta della pittura. Abbiamo intervistato Teresa La Cognata. I suoi dipinti sono uno più bello dell’altro.

Da dove trai l’ispirazione per la realizzazione delle tue opere?
Le mie opere rappresentano lo specchio della mia anima, e dipingere per me è un po’ come essere guidati da uno spirito saggio. La mia fonte d’ispirazione è la vita, che è associata allo scorrere del tempo, alla fragilità umana, alle donne soprattutto perché esse rappresentano la culla della vita, la forza emotiva, rabbia, dolore, passione ma anche sogni che si mescolano con la realtà ed entrano a far parte di un’altra dimensione. Spiriti quali angeli e mortali si mischiano nei miei lavori, come se facessero parte dello stesso mondo. Molti simboli vengono rappresentati quasi come un invito o un segno da cogliere. Per dare valore e importanza a non sprecare il nostro tempo, poiché la vita è destinata a finire come uno splendido dono che si esaurisce nelle ali del tempo. Spesso cerco di buttarmi in nuove sfide, a moltiplicare e migliorare le tecniche e a sentire con le orecchie dell’anima la spiritualità. Incontro delle volte occhi febbrili che temono il passare degli anni, la perdita del tempo che sfugge e sento che vorrebbero fissare un momento bello del loro passato per ricordarlo fino all’infinito. Quindi non voglio limitarmi a riprodurre un viso poiché la mia arte si prefigge di cercare sempre di catturare il messaggio degli occhi e i desideri che essi stesso comunicano perché oggi più che mai abbiamo sete di sogni e diventiamo ostaggi di una visione deformata della realtà.

Qual è la tecnica di pittura alla quale sei più affezionata e quello in cui riesce a dare il meglio?

Ho iniziato con la matita attraverso la tecnica del chiaro-scuro luce-ombra, per poi continuare a scoprire i colori attraverso l’uso dell’acrilico, l’olio e il pastello ma diciamo che la tecnica in cui riesco a dare il meglio di me è la passione che sempre accompagna la mia mano a raccontare attraverso le mie opere ció che il mio cuore vorrebbe esprimere.

Volti, decorazioni, esterni di attività commerciali… Il tuo campo d’azione parecchio esteso c’è uno studio dietro a tutto questo?

Diciamo che dipingo tutto ciò che mi ispira o che mi viene richiesto a prescindere dalla difficoltà che la rappresentazione in se include e soprattutto su un ampia varietà di materiali e/o luoghi.
Una volta una persona mi disse (-tu dipingi anche sulla cenere!)
questa frase mi ha colpito tantissimo, perché credo che si riferisse al fatto che non non mi pongo mai dei limiti, cerco sempre di abbracciare ed accontentare le richieste e le idee delle persone che si rivolgono a me e di far nascere qualcosa di unico e bello;
non mi arrendo facilmente di fronte alle difficoltà che mi vengono poste sia a livello artistico che personale, perché tutto può essere difficile ma niente è impossibile.
Non bisogna mai farsi sopraffare dalla paura di non essere all’altezza di poter realizzare qualcosa o di uscire fuori dai bordi come ci hanno insegnato. Mi sono sempre messa alla prova su tutto e ad oggi posso essere tranquilla nel dire che sono in grado di realizzare ciò che voglio realmente attraverso la determinazione e degli ottimi obiettivi. Da piccola ero spesso richiamata dagli insegnati perché anziché stare attenta alle lezioni entravo nel mio mondo e iniziavo a disegnare interi quaderni, che poi mi venivano sequestrati e sottoposti all’attenzione di mio papà che ovviamente, nonostante i richiami e i rimproveri, sapeva benissimo che era qualcosa di più forte di me; infatti iniziai a frequentare il liceo artistico, ma posso dire apertamente di essere un’autodidatta e di aver acquisito molta sicurezza grazie all’esperienza fatta da sola e soprattutto armata di tantissima buona volontà e determinazione che mi hanno portata a realizzare dipinti che non pensavo di poter fare proprio per il grado di difficoltà.
Sicuramente ho ancora tanto da imparare e soprattutto tanta voglia di sapere e di poter fare cose nuove; quindi posso dire che non c’è uno studio vero e proprio, ma esiste solo il forte desiderio di portare avanti questa grande passione, giorno per giorno, con lo stesso desiderio che da piccola mi interfacciava a questo mondo per poter esprimere tutto il mio benessere attraverso questa sorta di viaggio e di sacra meditazione. Penso che se Dio ha voluto farmi questo dono un motivo ci sarà, ed io voglio sfruttarlo nel migliore dei modi.

Perché secondo te a Licata le forme d’ arte come la tua non trovano la giusta valorizzazione?

Da un punto di vista artistico e personale penso che miei lavori siano stati apprezzati e valorizzati da tante persone, e questo mi rende ovviamente più che fiera e grata della stima ricevuta. In generale credo che le forme d’arte come la mia in termini professionali, indipendentemente dal fatto che possano esprimersi al Licata piuttosto che in un’altra città come Palermo Catania, risentano un po’ della convinzione popolare e culturale che l’artista in sé sia un po’ come un hobbista e quindi il suo lavoro fatto con tanto amore, passione e divertimento non faccio trapelare dietro tutto lo studio, la dedizione e il tempo che invece un artista/professionista investe nella realizzazione dei propri lavori. Diciamo che la difficoltà maggiore sta nel rimanere sempre in una giusta dimensione valorizzando il minimo in termini retributivi.

Svelaci qualcosa del tuo prossimo impegno. A che cosa stai lavorando attualmente?

Attualmente, oltre a lavorare su alcuni progetti commissionati, sto completando dei quadri che nascono su dei momenti in cui trovo ispirazione e che sto ancora perfezionando, ma vi dico che ho in cantiere anche delle idee e novità che spero di mettere presto in pratica ma di cui non vi parlerò perché mi piace non essere scontata e sorprendere.