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Schillaci e i bomber dei mondiali

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La storia del calcio, e di conseguenza dei mondiali, è fatta di grandi eventi, di grandi partite e di grandi personalità. Al di là delle competizioni di club, che sono quelle che si vivono ogni domenica, si può dire che tornei come i mondiali o gli europei sono quelli che maggiormente esaltano alcuni calciatori e i tifosi stessi. I grandi giocatori sono infatti sempre più ricordati per quanto fatto con la maglia della propria nazionale che per le loro imprese con le squadre che gli pagavano lo stipendio. Questo perché un evento come il mondiale assume una magnitudo gigantesca, come ben ha dimostrato la coppa del mondo giocata in Russia l’estate scorsa nella quale si è imposta la Francia dell’ex giocatore e tecnico della Juventus Didier Deschamps. Elementi come Kylian Mbappe o Antoine Griezmann sono oggigiorno degli eroi per tutti gli appassionati di calcio d’oltralpe, che riconoscono il loro ruolo di condottieri in un torneo così importante e trascendentale. Occorre dunque fare un quadro concreto ed esaustivo di tutti i calciatori che hanno sfondato nelle precedenti edizioni dei mondiali. Il tutto a suon di goal, l’elemento caratterizzante del calcio, senza il quale non si può arrivare alla vittoria. Ecco quindi una carrellata dei migliori goleador dei mondiali, iniziando dal palermitano più famoso di sempre.

Le notti magiche di Schillaci

Nato a Palermo ma affermatosi nel Messina di Zdenek Zeman, Salvatore Schillaci, per tutti Totò, fu uno dei protagonisti inaspettati del mondiale di Italia ’90, l’ultima grande competizione calcistica organizzata nel Belpaese. Le aspettative su questa squadra erano infinite e in molti si aspettavano che potesse vincere il suo quarto mondiale. L’attaccante palermitano, all’epoca di proprietà della Juventus, la squadra favorita alla vittoria dello Scudetto di quest’anno secondo le scommesse specializzate con una quota di 1,5 il 26 novembre, iniziò la sua avventura mondiale dalla panchina. Tuttavia, dopo un paio di goal e una serie di prestazioni di alto livello, Schillaci divenne titolare assoluto e al contempo si affermò come l’eroe casuale dei mondiali d’Italia ’90. Fu lui il grande protagonista delle “Notti Magiche” cantate da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, il tutto per via del suo grande istinto da goleador. Prima che i videogame di calcio spopolassero, e quando questo sport si viveva soprattutto nei campi di periferia o attraverso le immagini televisive, Schillaci fu uno degli eroi dei giovani italiani nati negli anni ’70 e ’80 che sognavano di giocare ad alti livelli. Le sei reti messe a segno in quella manifestazione trascinarono la nazionale verso il sogno della vittoria, sebbene la sconfitta in semifinale contro l’Argentina spezzò in frantumi le illusioni di tutto il paese. Tuttavia il buon Totò resterà per sempre il grande condottiero azzurro di un mondiale indimenticabile.

Ronaldo, un centravanti con piedi da 10

Il Brasile è conosciuto per essere la patria di una serie di fenomeni calcistici che hanno fatto la storia di questo sport. Partendo fin dai tempi dei fenomeni in bianco e nero Didì, Vavà e Pelé, fino ad arrivare oggi a Neymar jr, il calciatore più caro della storia, il paese sudamericano ha sfornato talenti di assoluto valore che facevano sognare le folle con le loro giocate uniche. Adesso che la stagione calcistica 2018-19 è già iniziata e vive la sua prima fase di competizioni, è bene ricordare uno degli attaccanti più incisivi di sempre in un mondiale. Stiamo parlando di Luis Nazario da Lima, più conosciuto come Ronaldo, capocannoniere dell’edizione del 2002 vinta proprio dal Brasile. I suoi 8 goal in quella competizione, venuti tra l’altro dopo un gravissimo infortunio al ginocchio che quasi lo aveva costretto a frenare la sua strepitosa carriera, furono il coronamento di una storia eccezionale che lo aveva visto protagonista negli anni precedenti con le maglie del Barcellona e dell’Inter. Il brasiliano era un centravanti che poteva però vantarsi di avere dei piedi da numero 10, data la sua incredibile abilità tecnica e la sua velocità di pensiero e di dribbling. Abilissimo nel vedere la porta ma anche nello scartare gli avversari, il fenomeno aveva fatto irruzione in Europa nel PSV Eindhoven, prima di andare al Barça, dove in una sola stagione fece innamorare i tifosi blaugrana e il presidente Massimo Moratti. Nonostante all’Inter non abbia vinto niente, resterà per sempre uno dei calciatori più amati che hanno vestito la maglia nerazzurra.

Klose, goal per tutti

Sebbene Ronaldo fosse di un’altra pasta e avesse vantato per un certo numero di anni il record di reti nei mondiali, Miroslav Klose lo ha superato nel 2014. Sono, difatti, ben 16 le reti messe a segno dal centravanti tedesco campione del mondo in Brasile ed ex Lazio. Abilissimo nel gioco aereo, l’attaccante di origine polacca ha marcato un’epoca con la sua nazionale, con la quale ha disputato due finali mondiali, una delle quali vinta, e due semifinali. Stiamo parlando di un autentico talento nel procacciarsi palloni giocabili per andare in rete, che faceva leva sul suo istinto da goleador e anche su una buona tecnica di base che gli permetteva di andar via con faciltà agli avversari anche in dribbling palla a terra. Diverso da Ronaldo e da Schillaci, Klose ha comunque segnato la storia dei mondiali andando a segno in quattro edizioni diverse.

Diverse forme di andare in goal, diversi modi di giocare, ma tutti e tre gli attaccanti saranno per sempre legati alle storie dei mondiali che hanno disputato, soprattutto per i loro goal d’antologia.

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