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Intervista a Teresa Bontà e alla sua fotografia d’autore

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Ci racconta attraverso le sue foto, la licatese Teresa Letizia Bontà, una luce che cade dagli occhi, nei tramonti della sua terra, vedendo anche “il gesto della natura sugli uomini”. Osa esprimere il concetto di “vita in Sicilia” con scatti dinamici, stimolanti, in cui vi è una forma emozionale, il nudo emotivo. Con sguardo critico sul passato ci invita a rileggerci nei gesti della quotidianità. Ciò che caratterizza il suo scrivere con la luce (che risulta come gocce che scavano la roccia) è il chiaro- scuro che predilige, creando suspense. Tenta di fermare il pregiudizio, l’indurimento morale, muovendo le coscienze. Incentra quindi sulla donna i suoi shotting in cui prevale una figura che alle volte cela altre volte enfatizza, non rinunciando al senso della felicità, spontaneo. Proprio tale prerogativa è stata apprezzata dal noto stilista Stefano Gabbana che su Instagram ha dato il suo consenso positivo al servizio fotografico svolto a Palma di Montechiaro. Dove il bacio tra due donne davanti la chiesa ha suscitato parecchio scalpore. Con molta probabilità, grazie alla fotografa Bontà che saputo sfondare il muro dei tabù, il noto brand D&G ha scelto proprio la città del Gattopardo per un suo evento che si terrà a luglio.

Come si vede dall’altra parte dell’obiettivo?

Si vede con occhi diversi, si guardano gli occhi ma soprattutto ascolto l’anima in silenzio.

Cosa cattura di più la sua attenzione e cosa vuole mettere in risalto?

Guardo sempre gli occhi delle persone, perché sono quelli che mi fanno avere un legame con gli scatti, il bello della fotografia è proprio questo, se la persona mi colpisce creo un legame “spirituale” per connettermi con la modella che allora diventa uno specchio per me.

Spesso immortala donne, che tipo di donna ricerca?

La Donna per me è il pilastro importante di ogni famiglia, la Donna è vita, è arte, è eleganza, la Donna è classe. Nella mie foto la donna deve essere umile, semplice ma soprattutto acqua e sapone, deve profumare di semplicità.

Con quale criterio sceglie le location?

La location deve legarsi al tema tutto deve avere un legame.

Usa una tecnica in particolare?

L’unica tecnica è il cuore. In ogni servizio ascolto un brano, solitamente Einaudi, lascio la modella in uno stato di meditazione su quel brano e poi tutto prende forma pian piano.

Le sue foto rievocano momenti della sicilianità.

Ho sempre ascoltato i racconti di mio padre o dei mie zii, racconti che profumano di semplicità, tradizioni e valori. Tutte le volte che passeggio in uno di quei luoghi (ormai abbandonati) chiudo gli occhi ed immagino ogni racconto, amo ascoltare chi ancora della nostra terra ne conserva l’anima.

Una sua fonte di ispirazione?

Sicuramente Ferdinando Scianna, per lui ho un amore unico.

Un messaggio che vuole comunicare con le sue foto?

I messaggi nelle mie foto cambiano ogni volta, ogni scatto ha un’emozione diversa, il tema trattato sicuramente ha con sé un messaggio.

In che modo la Sicilia può cambiare attraverso la fotografia?

Ho sempre pensato che Sicilia è Donna, una donna nella mani dell’uomo sbagliato, nella mie foto tento sempre di svegliare le coscienze, ci sono valori è tradizioni che non possiamo dimenticare ma soprattutto dobbiamo insegnare alle nuove  generazioni cosa sono i valori della nostra terra. Usare la foto per risvegliare le nostre coscienze è un obbiettivo per me.

Intervista di Salvatore Cucinotta