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Il neo assessore regionale ai rifiuti si occupi di Licata, dove i cittadini non sanno più a quale santo rivolgersi per l’emergenza senza fine che la città vive. Se Figuccia non conosce la nostra situazione – l’immondizia sparsa per le strade, i cassonetti sempre pieni e dati alle fiamme, l’aria inquinata in molti quartieri – gliela presenti in tutta la sua gravità l’onorevole Pullara.
È ora che qualcuno metta il naso tra gli odori di Licata e nelle inefficienze della Dedalo, della SRR, di un sistema da tempo collassato che ha creato disservizi e forse danni alla salute.
Non sappiamo quanta competenza abbia l’assessore Figuccia in fatto di rifiuti. E quanto tempo gli occorra per conoscerne al meglio il complicato mondo in Sicilia. Metterci il naso per sistemarvi quel che non va, per rendere efficiente e trasparente un servizio strapagato dai cittadini (anche quando non viene svolto) non è mai stato facile a nessun politico mosso da oneste intenzioni. Trova subito dei muri insormontabili che bloccano la sua azione. Trova un sistema che si chiude a riccio per proteggere interessi consolidati. Perché questo in generale è stato il sistema dei rifiuti nell’Isola, e questo continua a essere.
Ma c’è un limite a tutto. E Licata ha da molto tempo superato questo limite. Finché le cose funzionano, nessuno si preoccupa degli “affari” degli altri. Sa, ma si rassegna al modo in cui vanno le cose.
Ma quando si vive tra i miasmi dell’immondizia; quando si paga per nulla; quando si protesta e nessuno ascolta; quando si aspettano risposte che non arrivano (né dalla SRR, né dalla Commissaria, né dalla prefettura); quando si vedono le istituzioni assenti, a quel punto certe domande bisogna farsele e bisogna farle. Finora non siamo stati ascoltati e le periferie della città sono diventate discariche a cielo aperto.
Adesso c’è il nuovo assessore regionale. A cui chiediamo come suo primo atto di venire a Licata, rendersi conto della situazione, risolvere il problema dei rifiuti e cercare i responsabili di questo sfascio senza precedenti.

Gaetano Cellura

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