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Mozione di sfiducia, prende posizione l’ex candidato sindaco Pino Galanti.

“La legge va rispettata. Sono stato l’unico, insieme al gruppo di Consiglieri che mi ha sostenuto e oggi viene additato come portatore di interessi poco sani, che a Licata, durante la campagna elettorale per le amministrative, lo ha sempre affermato con forza. Non avevamo paura di perdere consenso elettorale allora, non abbiamo paura oggi. Al contrario Angelo Cambiano, verso il quale non ho mai lesinato il mio sostegno morale (pur non avendo avuto da parte dello stesso nemmeno l’ombra di un’educata risposta), nell’ottica di una continuità amministrativa con l’amministrazione che l’aveva preceduto e di cui faceva parte in qualità di vice Sindaco, portava avanti l’idea dell’acquisizione dei manufatti abusivi al patrimonio comunale (lo stesso ha votato una delibera di Giunta in merito). Per quanto non sia giustificabile la violenza perpetrata nei suoi confronti, sarebbe stato onesto da parte sua fare chiarezza su tutto ciò ed in qualche modo provare ad essere coerente con quanto affermava durante le sue precedenti esperienze. Il clima esplosivo che si è creato deriva anche da questa incoerenza che ha incrinato il rapporto di fiducia con il suo elettorato. Ancora, sarebbe stato opportuno che lo stesso spiegasse alla stampa nazionale che l’immagine di illegalità diffusa che si stava e si sta dando della nostra città è solo un frammento di quadro più complesso fatto di tanta gente onesta e di tante eccellenze. Questo non è stato fatto, anzi pareva che ogni occasione fosse utilizzata da Cambiano per addossare ai consiglieri d’opposizione colpe che non gli appartenevano. Non comprendere la necessità di armonizzazione e pacificazione del contesto cittadino è stata una delle leggerezze più gravi di questo sindaco ed uno dei motivi, squisitamente politici, di questa sfiducia. Proprio così: squisitamente politici!!! Non si vede come si possa risollevare le sorti di una comunità bisognosa di stabilità come la nostra lasciandola guidare con chi si è sempre isolato, trattando chi altri soggetti politici come inutili subalterni. Su ciascun tema, dalla raccolta rifiuti, alla tutela della sanità locale l’ex Sindaco non ha partecipato nessuna scelta e i risultati concreti della sua azione politica, che sotto gli occhi di tutti, sono ben lontani da quella rivoluzione che aveva promesso (giustificando questa sua presunta capacità di repentino cambiamento con l’essere rappresentante delle continuità amministrativa). Quindi, per concludere, è doveroso procedere con l’opera di abbattimento delle opere abusive, ma è anche fondamentale che Licata ritrovi quella serenità che le manca da più di 10 anni. Nell’ottica di garantire al nostro territorio la possibilità di voltare pagina ci si muova verso l’emanazione di leggi di rivalutazione del territorio che impegnino il pubblico e il privato nell’adeguamento delle strutture esistenti, sanate e non, a criteri ambientali e architettonici sostenibili. Una misura del genere, lontana dall’essere una sanatoria, cambierebbe in meglio l’immagine della nostra città e rimetterebbe in moto il settore edilizio con fini non speculativi. La nostra paura è che dopo esser finita nell’occhio del ciclone, la Città, che è ciò che conta per tutti, venga abbandonata da tutte le istituzioni che oggi, a ragione, si stringono intorno all’ex Sindaco, ma che troppo spesso si sono dimenticate dei nostri territori durante i giorni di “bonaccia”, quelli che non fanno notizia. La demolizione sia premessa di nuovo sviluppo”.

Pino Galanti

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